SAN BENEDETTO – A proposito del mio amore per la Sambenedettese, un lettore ha scritto: “Antonio Venturato, quando era presidente della Samb (primi anni novanta), fece una cosa sola giusta, quella di non dare gli accrediti stampa ai fratelli Perotti (scrivevamo su Espresso Rossoblu e Corriere dello Sport”). Un riconoscimento che personalmente attendevo da oltre 30 anni. Seppur datato mi ha fatto un enorme piacere. Un grandissimo complimento quindi lo ringrazio.

Quelle parole infatti legittimano tutti gli articoli con i quali denunciavamo quello che stava realmente accadendo con Venturato presidente, al contrario degli altri giornali (tutti ma proprio tutti) che esaltarono il ‘finanziere trevigiano’ fino al giorno in cui la Samb venne espulsa dal calcio italiano.

Il lettore però si è dimenticato di dire perché Venturato non ci concedeva gli accrediti e ci vietava l’ingresso in sala stampa per fargli domande a quattro occhi. Domande che eravamo costretti a fare su Espresso Rossoblu e alle quali non rispondeva mai. Assomiglia a quanto sta accadendo con il sindaco Pasqualino Piunti, la speranza è che la città non faccia la fine che fece la S. S. Sambenedettese.

Quindi un grandissimo grazie a quel lettore perché fino ad oggi, quando ricordo quei tempi, chi visse quella triste storia fa orecchie da mercante perché fu una sconfitta pesantissima per gran parte della tifoseria e dell’altra stampa.

In concomitanza mi hanno invece deluso le parole di una persona che ha vissuto in pieno quel periodo e che recentemente ha dichiarato: “Tutta la stampa fu colpevole della prima scomparsa della Samb quando Venturato era presidente”.

Senza distinzioni, pur sapendo che se l’altra stampa avesse seguito il nostro esempio, quel disastro si sarebbe potuto evitare. O perlomeno attenuare. Una distorsione vergognosa della verità e della realtà.


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