SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La rassegna “Salotto libreria” curata da Patrizia Ferrara e Mimmo Minuto prosegue all’insegna del grande calcio, anzi di colui che senza indugi si può annoverare tra i migliori giocatori di tutti i tempi.

Leo Messi – La pulce” è il titolo del libro del giornalista sportivo Alessandro Ruta, che dopo un meticoloso e scrupoloso lavoro di ricerche calcistico-filologiche, ha scelto di raccontare non solo la biografia del grande campione argentino, ma un vero e proprio romanzo popolare che getta le basi nella Recanati di fine ‘800.

Sì perchè in pochi sanno che il 6 volte Pallone d’Oro, pur essendo nato a Rosario, porta con sè solide radici marchigiane. I trisavoli erano infatti recanatesi (siamo nel 1893, la famiglia andrà poi a Genova per approdare in Argentina) ed è proprio da qui che inizia la narrazione pregna di aneddoti, curiosità e testimonianze: dai problemi fisici in età infantile al primo contratto in blaugrana firmato su un fazzoletto di carta, poi diventato un prezioso cimelio custodito gelosamente al “Camp Nou”.

Il libro è stato presentato nella serata del 29 agosto all’Harena di San Benedetto alla presenza dell’autore Alessandro Ruta.

Inevitabile parlare del dualismo con Cristiano Ronaldo, un altro che ha fatto la storia del calcio negli ultimi due decenni: “Sono due modi antitetici di interpretare il calcio oltre che due personalità diametralmente opposte – commenta Alessandro Ruta – Messi costruisce manovre avvolgenti, prima di arrivare al tiro dialoga con i compagni, d’altro canto Cristiano accentra tutto il gioco su di se, sfrutta la sua fisicità in ogni giocata. Inoltre l’argentino è riservatissimo, spesso lascia parlare il padre ed il massimo che posta sui social è la foto con i figli. Cr7 è l’esatto contrario, lui ricerca i riflettori ed ama essere al centro dell’attenzione”.

Poi riguardo il recente trasferimento della Pulce al Psg, dopo 21 stagioni in Catalogna: “Il Barcellona negli ultimi anni ha commesso molti errori dal punto di vista societario. I problemi sono nati da quando hanno smesso di investire nel vivaio ed i vari Puyol, Xavi ed Iniesta si sono ritirati. I parigini erano gli unici che si potevano permettere uno stipendio del genere. Alcuni dicono che avrebbe potuto giocare gratis, ma si sa che nel calcio di oggi questo non è possibile”.

Infine un commento sull’eterno confronto Maradona-Messi: “Mi piace parlare delle cose che ho visto con i miei occhi. Io sono dell’82 e ricordo Maradona quando era già in fase calante. A Messi manca di vincere un Mondiale con la propria nazionale, dove spesso non è riuscito a replicare i successi ottenuti nel Barça. Quest’anno ha vinto la Copa Amèrica e, con i mondiali in Qatar alle porte, avrà sicuramente la possibilità di riprovarci. Molto dipenderà dai suoi compagni”.


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