SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nel multiforme panorama del centrosinstra, che dopo mesi di dibattiti arriva all’appuntamento col voto diviso ed incapace di individuare un unico candidato sindaco, non sono mancati dissidi e divergenze nemmeno tra membri dello stesso gruppo. E’ il caso dell’ormai ex consigliera comunale di Articolo Uno Flavia Mandrelli, che, dopo il recente divorzio col suo partito, tenterà di essere rieletta in assise con la lista “Democratici” (della quale sarà capolista) appoggiando Paolo Canducci per le prossime elezioni di ottobre.

Una decisione presa in modo oculato, dopo aver varato tutti gli scenari possibili: “Sono delusa dall’atteggiamento di una parte della sinistra, che da un lato dice di voler unire ma dall’altro mette paletti e alza muri. Questo atteggiamento non trova la mia condivisione ed inizialmente avevo pensato di non ricandidarmi. Poi però ho riflettuto che se non si partecipa non si cambia nulla. Ho parlato con tutti, volevo capire i soggetti, e alla fine ho scelto questo gruppo, nel quale convivono anime ed idee diverse, ma il dialogo che si instaura è sempre costruttivo e volto a trovare una soluzione. Questa è la lista che più rappresenta la mia idea di sinistra”.

Un’idea di sinistra fatta di battaglie per la libertà che non per forza hanno a che fare con l’opinione personale, principi e mozioni che la consigliera ha sempre voluto portare avanti. L’ultima in ordine di tempo, la richiesta in assise di rendere omaggio al compianto Gino Strada, fondatore di Emergency recentemente scomparso, intitolandogli il Molo Sud, che essendo vicino al porto assumerebbe il significato simbolico e metaforico di accoglienza: “Mi sembra riduttivo intitolare una semplice panchina o fontanella per una personalità così importante ed insisterò su questa mozione”.

Riguardo ciò di cui la città ha bisogno nell’immediato futuro e non solo, Flavia Mandrelli ha pochi dubbi: “San Benedetto negli ultimi 5 anni è peggiorata sotto tanti punti di vista: ordine pubblico, consumo di suolo, urbanistica, infrastrutture. Tutto ciò a causa di un’amministrazione che non aveva un indirizzo e una visione futura. C’è necessità di un cambiamento immediato, ho scelto di appoggiare Paolo proprio perché conosce bene la macchina amministrativa e interverrebbe sin da subito sui problemi della città, senza dover aspettare uno o due anni solo per orientarsi”.

“La ricchezza di questo gruppo – conclude – sta nel fatto che, indipendentemente dall’esito delle elezioni, ha idee che guardano non soltanto al lustro che verrà, ma ai prossimi 10 o 20 anni. Bisogna discutere di ambiente, mobilità, sostenibilità e dire stop alla cementificazione speculativa per dare spazio al verde e alla rigenerazione”.


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