SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’estate 2021 sarà ricordata, purtroppo, per i travagli vissuti dalla Samb (e in primis dai tifosi rossoblu) a livello societario. Ad oggi il futuro è ancora incerto tra spifferi, riunioni, cordate che spuntano, sussurri e speranze. L’unica, amara, certezza è che la squadra che (ri-ri)nascerà non partirà dal calcio professionistico.

L’estate, ancora calda e bollente, non solo per le temperature di questi ultimi giorni, verrà ricordata anche per la questione inerente allo stadio “Riviera delle Palme” e al suo manto erboso rifatto nella scorsa stagione sotto la presidenza di Domenico Serafino con lavori eseguiti dalla Powergrass.

Nei mesi scorsi era stata instaurata una Commissione Stadio “sull’attività dell’Amministrazione relativa alla gestione dello stadio comunale Riviera delle Palme e sulla natura dei rapporti intercorsi tra l’Amministrazione stessa, la società sambenedettese calcio ed eventuali altre parti”. Dopo le prime due sedute pubbliche, le successive sono state “segrete” creando non poco disappunto fra i cittadini (e anche tra noi giornalisti).

Infine, il 5 agosto, la relazione finale sui lavori compiuti dalla Commissione è stata secretata in Consiglio Comunale a San Benedetto dopo una votazione che ha alimentato altre polemiche da parte dell’opposizione.

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Commissione Stadio, voto e decisione in Consiglio: relazione secretata

Riviera delle Palme, relazione secretata. L’opposizione: “Assurdo, cittadini devono sapere”. Gabrielli: “Presto conferenza stampa”

Oggi, 11 agosto, presso la sala consiliare del Comune sambenedettese è stata indetta una conferenza stampa da parte dei consiglieri di minoranza Bruno Gabrielli, Giorgio De Vecchis, Domenico Pellei, Flavia Mandrelli, Andrea Sanguigni e Tonino Capriotti. 

Bruno Gabrielli, presidente della Commissione, apre la conferenza: “Siamo qui perché è doveroso informare su come è stato sviluppato l’iter della concessione del Riviera delle Palme del Comune alla Samb di Serafino. I lavori sono iniziati dal 20 agosto 2020, è stato possibile risalire a questa data grazie alla Picenambiente poiché i loro uomini hanno eseguito la raschiatura del manto erboso esistente. Data spartiacque per capire e mettere insieme tutte le procedure azionate successivamente. I lavori sono terminati intorno al 2-3 ottobre 2020. Noi riteniamo che gli uffici competenti avrebbero dovuto azionare i controlli in maniera tempestiva durante questo lasso di tempo e anche prima. La Commissione ha rilevato dei dubbi sulla bontà di alcuni atti nonché nello specifico della procedura utilizzata per l’assegnazione e il rifacimento del manto erbosa. Bisognava utilizzare una procedura di evidenza pubblica, ricorrendo a diversi potenziali soggetti interessati e non solo rivolgendosi alla Samb. Cosa rischia il Comune? C’è la possibilità di un’azione intrapresa da parte dell’azienda (n.d.r. la Powergrass) che ha fatto i lavori per indebito arricchimento nei confronti del Comune, proprietario dell’impianto sportivo. C’è il rischio che i soldi spesi per il rifacimento del manto la ditta esecutrice possa richiederli all’amministrazione comunale. La Powergrass ha già cercato un concordato bonario presso la Camera di Commercio e non ha avuto un esito positivo perché il Comune non si è presentato. C’è da rilevare anche il fatto che non c’è un rapporto diretto fra il Comune e la ditta esecutrice dei lavori, immaginiamo che per questo l’amministrazione non si sia presentata. Ciò però non esclude che in futuro la Powergrass non vada a rifarsi dal proprietario del bene pubblico, ovvero il Comune. Lì si aprirebbe una controversia dall’esito che non possiamo per ora definire. Noi abbiamo potuto fare quello che la funzione ci richiedeva. Da presidente ho redatto tutto quello che è stato analizzato. Sono soddisfatto del lavoro che è stato svolto, una relazione votata sia dalla maggioranza sia dalla minoranza. Ci saranno poi delle considerazioni politiche da fare ma la strumentalizzazione è rimasta fuori comunque dalla Commissione. Essendo atti amministrativi ci rivolgeremo a chi di dovere ovvero alla Corte dei Conti e all’Anac escludendo la Procura della Repubblica. Rimaniamo concentrati sulla bontà degli atti amministrativi”.

Qui la nostra videointervista a Bruno Gabrielli

Flavia Mandrelli prosegue: “Abbiamo notato della leggerezza compiuta dal Comune e ci sono stati fatti e conferme a riguardo. La parte politica si è trovata impreparata, sindaco e assessore allo Sport che affermavano di non sapere certe questioni. Il controllo deve essere ancora più dettagliato, approfondito e minuzioso quando si tratta di un bene pubblico come lo stadio. Tutto questo non è stato fatto e non è emerso. Ti fanno, invece, emergere altre domande su altre questioni? Come si sarà comportato il Comune in altre faccende se qui si è agito con molta superficialità? Il Comune è la casa di tutti e non è stata rispettata questa regola. Disattenzione, leggerezza e mancanza di cura portano a delle conseguenze pesanti come in questo caso con un probabile pagamento da parte del Comune dei lavori compiuti allo stadio Riviera delle Palme. Una leggerezza, chiamiamola così, della Giunta che probabilmente è costata cara anche agli uffici competenti su questa vicenda”.

Domenico Pellei dichiara: “Colpisce che negli ultimi 10 anni di amministrazione della città che le uniche due Commissioni straordinarie che ci sono state hanno riguardato lo stadio Riviera delle Palme. Occorre rispetto dei ruoli della responsabilità, quando una prevale sull’altra e si forzano delle situazioni c’è il rischio di un blocco amministrativo. La responsabilità di questa amministrazione è maggiore perché non si è fatto tesoro della Commissione precedente. Affermare di essere all’oscuro non è corretto verso la cittadinanza“.

Tonino Capriotti afferma: “Viene fuori la superficialità da questa relazione. Nonostante le nostre sollecitazioni, la leggerezza ha permesso al Comune di non fare niente. E’ mancata la trasparenza. Su uno stadio che ha visto la spesa del Comune, indiretta e diretta, di oltre un milione di euro, la città doveva sapere tutto in maniera chiara e alla luce del giorno. Abbiamo assistito ad una disorganizzazione imbarazzante. Ciò non succederà, spero, nella nuova amministrazione”.

Andrea Sanguigni riferisce: “Non ho trovato, leggendo questa relazione, il motivo della secretazione avvenuta il 5 agosto in Consiglio. Si vanno semplicemente ad elencare dei fatti. Ho dovuto abbandonare il Consiglio Comunale come gesto di protesta e se non eravamo ormai a fine amministrazione probabilmente mi sarei dimesso. Abbiamo assistito ad una pagliacciata. Tutto ciò deve essere monito per i cittadini quando andranno a votare. La cittadinanza deve appoggiare un’amministrazione che sarà trasparente. Tutto ciò doveva servire da lezione, non si voleva mettere alla gogna funzionari pubblici perché la colpa non era loro ma di una politica assente o addirittura troppo presente nel senso negativo ovviamente”.

Giorgio De Vecchis conclude: “E’ stata assurda la secretezza decisa in Consiglio Comunale. Non c’era motivo. All’epoca del fotovoltaico le Commissioni non furono secretate e il materiale raccolto fu inviato anche in Procura. Il cittadino sambenedettese si domanda il perché di tale decisione? La risposta potrebbe essere la paura della vergogna. Il Comune rischia davvero un indebito arricchimento da parte della ditta esecutrice dei lavori ovvero che è stato fatto un manto erboso che probabilmente non richiedeva una riqualificazione. Il bene è del Comune, ricordiamolo. Esce fuori un rapporto malato di una parte della politica. Il sindaco doveva tutelare lo stadio e di conseguenza sarebbe stata tutelata la Samb. Ennesima cappella amministrativa ed è difficile spiegare questo rapporto politicamente morboso fra una certa classe e altri fattori esterni”.


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