SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Di seguito una nota dell’associazione Questione Natura, giunta in redazione il 25 luglio.

Siamo stati a fare un giretto per San Benedetto del Tronto alla ricerca delle protezioni individuali anti-Covid disperse nell’ambiente.
Abbiamo esplorato la zona del centro, il bellissimo porto, il lungomare e alcune vie limitrofe raccogliendo da terra 55 mascherine. Sono un po’ troppe, ma non un numero da farci preoccupare eccessivamente.
Ciò che ci ha fatto storcere il naso sono stati i tantissimi angoli della città invasi da rifiuti di ogni genere, ammassati fuori dai cassonetti – sempre pieni – così non si va avanti. Serve sicuramente un’attenzione maggiore da parte dei residenti e dei turisti (per i quali sono state installate due “isole ecologiche”) ma soprattutto da parte dell’amministrazione, visto le realtà completamente differenti degli altri comuni marchigiani, anche più grandi della nostra San Benedetto dove però spettacoli del genere non si vedono mai grazie al rapporto funzionale e sinergico di chi ne ha le competenze. Un’ulteriore cosa che abbiamo notato sono stati i diversi cantieri che sono partiti nei pochi spazi verdi rimasti nella città più cementificata delle Marche.
Questo è un’appello che lanciamo all’amministrazione: i cittadini chiedono e necessitano di spazi verdi, aree all’aperto dove potersi incontrare e conoscere, passare del tempo insieme. Fermate gli ultimi appalti che avete concesso, quel mostro a più piani che state facendo costruire a ridosso della Sentina, invece di restituire un bel parco alla città con tanto di torrente (il “fosso collettore”). Un domani saremo noi a vivere San Benedetto, e vi stiamo chiedendo di darci una città nuova e rigenerata e non il disastro che avete fatto fino ad ora: San Benedetto è resiliente, ma non può più aspettare.

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