SAN BENEDETTO DEL TRONTO – In Riviera, il 21 luglio, è approdata una vera e propria stella “Azzurra”.

A San Benedetto è stato gradito ospite Giancarlo “Picchio” De Sisti, storico centrocampista negli anni ’60 e ’70 e anche allenatore di calcio dagli anni ’80 fino ai ’90.

L’ex calciatore e mister è uno dei testimonial della mostra “Un Secolo d’Azzurro”, esposizione dedicata alla Nazionale Italiana e visitabile fino al 27 luglio in maniera gratuita alla Palazzina Azzurra, ed oggi al locale Harena ha raccontato le sue gesta e testimonianze di quando con la maglia dell’Italia ha giocato la partita del secolo: Italia-Germania a Città del Messico ai Mondiali 1970. Il match finì 4 a 3 dopo i tempi supplementari e regalò agli azzurri la finalissima contro il Brasile di Pelè, terminata 4 a 1 per i verdeoro.

L’ex giocatore di Fiorentina e Roma è anche campione europeo dato che con la Nazionale Italiana ha conquistato gli Europei 1968 e ha giocato la ripetizione della finale contro la Jugoslavia allo stadio Olimpico della Capitale: vinsero gli azzurri per 2 a 0 con reti di Anastasi e Riva.

Riviera Oggi ha intercettato Picchio De Sisti per una bella videointervista: “La mostra sulla Nazionale Italiana alla Palazzina Azzurra di San Benedetto è molta bella. Sensazioni variegate, mi chiedo come facevano i nostri ‘avi’ a giocare con quei palloni e scarpini. Davvero pionieri del calcio i giocatori di cent’anni fa. Tanti cimeli interessanti, c’è da respirare aria buona. Ci si rende conto di quando era difficile giocare a pallone negli anni passati. Non solo calcio ma anche cultura con tanta storia del nostro Paese”.

Sugli Europei conquistati recentemente dall’Italia e una possibile similitudine con l’Europeo conquistato nel 1968, Picchio De Sisti commenta: “Vincere in Europa era difficile ai miei tempi e anche oggi. Anche trionfare ad un Mondiale e nel 1970 ci sono andato molto vicino. Roberto Mancini è riuscito a partire da zero, ha formato un gruppo formidabile. Giocatori forti in ogni reparto e con possibilità di cambiare a partita in corso che hanno portato gli azzurri a vincere con merito. E’ valsa la pena puntare sui giovani”.

Bandiera della Fiorentina e della Roma, Picchio De Sisti sul calciomercato attuale, frenetico e schizzofrenico, la pensa così: “Una volta c’erano le bandiere perché il calciatore apparteneva solo alla società. Non c’era possibilità di svincolarsi, se volevi andare via dovevi metterti contro il Club e i tifosi. A chi conveniva? Io sono romano e fiorentino, ci ho giocato con amore e sentimenti nelle mie due squadre. E’ vero che c’è il mostro guadagno che condiziona i giocatori di oggi però a volte bisognerebbe accontentarsi di quello che già si ha”.

 


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