SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Iniziativa sociale.

La Fondazione Carisap  ha ammesso a finanziamento il progetto presentato dal Comune di San Benedetto del Tronto in risposta al bando per le “Comunità educanti” dal titolo “L’Albero di Tutti: esperienze di outdoor education”. 

Il progetto, che ha ottenuto un contributo di 25.000 euro, punta a riavviare quel processo di riaggregazione e sostegno alla comunità educante iniziato nel 2018 con la realizzazione dei Centri ludici Polivalenti e poi  interrotto a causa della pandemia. In particolare, la proposta si concentra sull’obiettivo di riattivare gli spazi  esterni del Centro Ludico di Via Colle Ameno, che più soffre la mancanza di spazi esterni attrezzati e fruibili, attraverso cinque azioni: completamento e risistemazione esterna dell’area verde per creare una zona da adibire ad anfiteatro, sistemazione e riqualificazione del campo da bocce, messa in sicurezza e delimitazione dell’area esterna, realizzazione di laboratori, eventi, attività ludico – ricreative – sportive all’aperto con il coinvolgimento di quelle realtà associative che già operano nel quartiere e che sono partner progettuali: la  Caritas, l’Isc Centro (con la scuola Marchegiani a servizio della zona), le parrocchie di San Benedetto Martire e Madonna del Suffragio, l’associazione di volontariato  “Il Mattino” con che gestisce “L’armadio dei Piccoli”, la cooperativa “Veritatis Splendor” e il Comitato di quartiere Ponterotto. Ovviamente verranno coinvolti anche il Circolo Anziani “Ponterotto”, che si trova nello stesso stabile che accoglie la ludoteca, e i nidi comunali.  Nel progetto è previsto anche l’acquisto di attrezzature sportive e di 3 Smart Tv per l’Isc Centro.

“Le esperienze progettuali di inclusione sociale contenute in questo progetto – afferma l’assessore alle Politiche Sociali Emanuela Carboni – hanno l’obiettivo di catturare quelli che si definiscono “rumori di fondo della comunità” per incanalarli nella realizzazione di progettualità specifiche capaci di promuovere la partecipazione sociale attraverso una forte spinta al lavoro di rete. In questo modo tutti i bambini e i ragazzi, assieme alle loro famiglie, ne possano trarre beneficio. Mobilitare il potenziale educativo delle famiglie e delle comunità è  un’azione di giustizia sociale, necessaria soprattutto per superare l’emergenza educativa causata dalla pandemia”.


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