GROTTAMMARE – Si è cocnlusa la 12^ edizione del Premio Letterario Nazionale Città di Grottammare, la cui cerimonia di premiazione, presentata da Giuseppe Vultaggio e Giovanna Frastalli, si è svolta sabato 19 giugno nella Sala Kursaal di Grottammare nel pieno rispetto delle normative anti-Covid. Il premio è stato organizzato dall’Associazione Pelasgo968 di Grottammare, con il patrocinio del comune di Grottammare, della Provincia di Ascoli Piceno, in collaborazione con il Centro Nazionale di Studi Leopardiani, Omphalos Autismo e Famiglie, l’Università degli studi di Teramo, l’Abruzzo Book Festival, l’associazione I Luoghi della Scrittura e l’Ernesi cosmo farmaceutica di San Benedetto del Tronto.

Alla cerimonia sono intervenuti anche il Sindaco di Grottammare, Enrico Piergallini, il Presidente della Pelasgo 968, Gianmario Cherubini, l’anima del premio stesso, Giuseppe Gabrielli, e Francesca Loi, figlia di Franco Loi, giunta ancora una volta a Grottammare dopo aver partecipato alla cerimonia di conferimento della Cittadinanza onoraria al padre, per ricordare la sua figura, non solo in virtù della sua forte rappresentanza all’interno del premio, ma anche alla luce della grande amicizia e stima che univa la Pelasgo 968 e i suoi componenti al grande maestro.

Tanti gli autori presenti a ritirare il premio, che ha visto la partecipazione di 763 autori con 1091 opere in concorso; quelli che non hanno potuto partecipare, a causa delle restrizioni dovute alla pandemia, hanno inviato messaggi di stima, che sono stati letti durante la cerimonia. Tra i giurati, Filippo La Porta, presidente della giuria tecnica della Sezione narrativa, Giovanni D’Alessandro, presidente di quella di Poesia, e Francois Morlupi, Elena Malta, Vittorio Verducci, Roberto Ciavarro, Giovanna Frastalli, Giuseppe Gerbino e Paolo Montanari. Ha consegnato i premi anche Lorenzo Marcelli, della Ernesi di San Benedetto.

“Tornare a svolgere in presenza le premiazioni del Concorso Letterario Città di Grottammare ha rappresentato un grande sforzo organizzativo, di cui però siamo assolutamente soddisfatti – ha affermato la Pelasgo 968. “Per quanto ci riguarda, come Associazione Pelasgo, tutto ciò è stato impagabile. Poter rivedere i vecchi amici, conoscerne di nuovi, ricevere i loro giudizi, le loro lodi e anche le loro critiche ci hanno fatto riassaporare le gioie e le fatiche del passato. E’ stato come tornare indietro nel tempo, come riprendere un cammino interrotto e ripartire in questo meraviglioso viaggio insieme. Fare un concorso ha senso solo se ci si ritrova tutti insieme, si parla dei propri lavori, li si porta a conoscenza degli altri colleghi, si trovano nuovi stimoli e nuove idee dal confronto diretto”.


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