FERMO – Riportiamo e pubblichiamo un comunicato stampa, giunto in redazione il 26 giugno, dalla Questura di Fermo. 

Un pedigree delinquenziale di rilievo quello del circa trentenne rintracciato ed arrestato ieri dalla Squadra Mobile fermana e condotto presso la Casa di reclusione per scontare una pena definitiva di quasi due anni di carcere.

Sì, perché l’ordine di carcerazione eseguito dagli investigatori della Questura è relativo a fatti avvenuti poco più di due anni fa, ma sia prima di quei reati che successivamente il giovane fermano, malgrado le misure cautelari anche in carcere alle quali è stato sottoposto dall’Autorità Giudiziaria, ha proseguito la sua carriera criminale perpetrando numerosi reati contro il patrimonio, spesso commessi con violenza sulle persone e sulle cose dimostrando alcun senso civico né rispetto per la collettività.

Era l’inizio del 2019, quando il soggetto, insieme ad altri due complici nordafricani, ha forzato due autovetture della Polizia Locale di Fermo in sosta presso il Comando di Piazza Dante, depredandole delle attrezzature per lo svolgimento dei servizi di polizia stradale, tentando anche probabilmente di appropriarsi dei veicoli e, dopo aver sottratto gli apparati, spostandosi a Porto San Giorgio per farsi dei selfie e alcuni video, spiritosi solo per loro, che sono stati postati sui social, video nei quali si erano vantati della loro “bravata” offendendo in tal modo anche l’operato delle Forze dell’ordine.

L’Arma dei Carabinieri ha condotto immediate ed intense attività di indagine riuscendo in brevissimo tempo ad individuare e assicurare alla giustizia i responsabili della razzia ed a recuperare le attrezzature sottratte alla Polizia Locale e sottoponendo il principale responsabile, il capo del terzetto, ad una misura cautelare detentiva per i reati di furto aggravato e danneggiamento.

Come si è già detto, un habituè di furti e rapine per i quali è stato più volte denunciato dalla Polizia di Stato e dall’Arma dei Carabinieri, refrattario ad ogni misura cautelare e di prevenzione, pericoloso per l’ordine e la sicurezza pubblica e soprattutto senza alcun rispetto per i beni altrui.

In considerazione della sua pervicacia delinquenziale e della minaccia per la collettività che ha dimostrato di rappresentare, ieri si sono aperte per il soggetto le porte del carcere, inibendogli la possibilità di commettere ulteriori gravi reati e nel quale potrà attendere le ulteriori condanne per la lunga serie reati commessi, fino a ieri.

 


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