SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il suolo è una “entità viva” e costituisce una sorprendente ed ancora ampiamente sconosciuta riserva di biodiversità. Gli organismi che vi abitano contribuiscono in maniera determinante a definirne le caratteristiche chimico-fisiche-biologiche e al tempo stesso sono profondamente influenzati dalle pratiche agricole in atto. Inoltre, la biodiversità del suolo è fondamentale per una serie di processi che supportano la produzione di cibo, come ad esempio la decomposizione della materia organica e il ciclo dei nutrienti (ad esempio l’azoto).

In questo contesto, non solo è fondamentale preservare i suoli liberi da infrastrutture, ma è necessario garantirne la massima funzionalità, anche in ambito agricolo. Le aree protette come la Riserva Sentina possono rappresentare luoghi di innovazione e sperimentazione anche nel campo della biodiversità dei suoli. A tal proposito la Riserva Sentina ha sottoscritto nei primi mesi del 2021 un accordo di collaborazione con l’Università di Camerino – Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria, impegnata con il laboratorio dell’Ecologa Antonietta La Terza.

L’attività è finalizzata al monitoraggio della qualità biologica dei suoli e prevede una serie di analisi ripetute nel tempo, seguite da attività di informazione e formazione rivolte a studenti, agricoltori e personale della pubblica amministrazione. Ad oggi le prime aree agricole interessate dal monitoraggio sono quelle della Fattoria Ferri (zona sud della Riserva) e dell’azienda “Selva Giurata” di Paolo Rebez Laureati (zona nord della Riserva). In futuro, anche altre aree agricole saranno coinvolte, con prospettive promettenti riguardo progetti europei finalizzati all’incremento della qualità dei suoli e, di conseguenza, anche dei prodotti agricoli.


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