SAN BENEDETTO – Una premessa è d’obbligo e non mi stancherò mai di ripeterla. Il territorio in cui vivo deve ringraziarmi per aver fondato un giornale come Riviera Oggi (Sambenedettooggi dal 1992 fino al 2006) perché è l’unico che vive di luce propria, rispetto a tutti gli altri.

Senza Riviera Oggi la visione dei fatti nel nostro territorio sarebbe distorta come alla fine del secolo scorso. Il rammarico mio e di chi scrive per me è che siamo soli con forze contrarie, che vanificano in parte il nostro impegno per i cittadini. Comunque, rassegnarsi non fa parte del nostro dna.

Passiamo all’argomento di attualità che mi ha ispirato una serie di fatti e riflessioni: la Sambenedettese Calcio da Fedeli a Renzi, passando per Serafino/Kim.

Immaginiamo un tavolo da poker dove giocano la stampa, un cittadino che rappresenta tutti i tifosi, il sindaco di San Benedetto del Tronto e Domenico Serafino.

Luglio 2020: la società rossoblu passa da Fedeli a Serafino per la ‘modica’ cifra di 1 milione 200 mila euro (700 di debiti) che rappresenta il ‘piatto’. Un costo pazzesco che fa presumere tante fiches a disposizione del nuovo acquirente oltre a carte buonissime (Terreno nuovo, Campo di allenamento, Colantuono, Lopez e Botta). Nemmeno il sindaco che dovrebbe avere carte migliori di tutti capisce che sta bluffando… seppur con il sedere di Kim Dae Jung.

Ad un certo punto l’Aic (associazione Italiana Calciatori), preceduta da voci uscite sul Corriere Adriatico, denuncia ufficialmente il mancato pagamento di stipendi, dal primo novembre 2020.  A quel punto il “finto presidente”, dopo un paio di sceneggiate, lascia il tavolo e scompare con le fiches che aveva già “vinto”:

Inizia la rincorsa per recuperare il ‘bottino’ con Kim ‘Baran’, il finanziatore di fiches, che gli chiede di lasciargli il posto al tavolo da gioco. Prima Serafino gli dice sì poi ci ripensa, perché vorrebbe il ‘piatto’ senza fargli vedere le “carte”. Kim giustamente voleva capire dove erano finite le sue fiches per cui il gioco non può continuare.

Essendoci puzza di ‘baro’, arriva la Polizia e il banco salta.

A quel punto Kim “Baran” vorrebbe ricomprarsi tutto a caro prezzo ma sul filo di lana alla seconda asta lo batte Roberto Renzi (alla prima non c’era) che glielo impedisce perché la Samb la vuole lui, a tutti i costi. Meglio, peggio o uguale nessuno può dirlo oggi.

Risultato: il neo presidente della Samb si accolla almeno un milione e mezzo di euro, dopo un tentennamento che mi fece scrivere: “La Samb è fuori dalla serie C ma c’è una flebile speranza”, quella di pagare fuori tempo massimo, cosa possibile seppur rischiosa. Tanto fu.

La Samb, alla luce dei fatti, è così diventata un oggetto di oro colato. Visto che tutti la vogliono.

Eppure quando Fedeli chiese, posso testimoniarlo, un milione e 100 mila euro per lasciare la Samb, il contraente si fece una sonora risata e io anche. Non valeva infatti meno della metà. A Renzi è costata un milione e mezzo già prima dell’iscrizione. Insomma un bene molto più prezioso di quanto tutti noi lo ritenevamo.

Adesso Roberto Renzi & C. dovranno giustamente recuperare, nel tempo, il grosso investimento perché pensarla diversamente è da matti. E credo che Roberto Renzi & C. non lo siano. E nemmeno Franco Zavaglia al quale l’esperienza non manca.

Innanzitutto perché, ormai, le società di calcio sono aziende come tutte le altre e non più  dirette da presidenti tifosi e benefattori. Né ci pare che la nuova società possa fare la strada del compianto sassuolese Squinzi che ha portato il Sassuolo dai dilettanti alle Coppe europee. Il cammino della Samb dovrà essere graduale ma continuo.

Quando stava per arrivare Kim, scrissi che l’ideale sarebbe che un sambenedettese fosse presente nell’assetto societario in qualità di “garante” (non socio) come punto di riferimento per tutto il nostro territorio. Non il sindaco ma una persona da lui designata che ogni due mesi relazionasse sull’andamento societario. Una responsabilità non da poco che però sarebbe utile per lo stesso presidente Renzi, nel caso fosse necessario comunicare con trasparenza a tutto il territorio eventuali necessità economiche non previste.Lo proporrò anche a lui.

Cosa mi aspettavo da Kim Dae Jung e mi aspetto da Roberto Renzi?

Un programma triennale così suddiviso:

a-il primo anno per i primi dieci posti, anche il decimo, come è successo negli ultimi cinque campionati. Se lottasse per salvarsi gli spettatori calerebbero sensibilmente

b-il secondo anno di assestamento per arrivare tra le prime 5-6

c-il terzo anno per tentare la scalata in serie B che è la sede naturale della nostra beneamata e che farebbe tornare allo stadio i tantissimi appassionati che non vanno più alle partite da quasi 30 anni.

Tantissimi spettatori tornerebbero anche per un campionato di C con possibilità di salire come hanno dimostrato il Samb-Lecce e il Samb-Cosenza della gestione Fedeli: in 12 mila riempirono gli spalti. Oltre a richiamare sportivi “tiepidi” del circondario che solitamente vanno in Ascoli. Il “Riviera delle Palme” sarebbe più facilmente raggiungibile rispetto al “Del Duca”.

Tutta linfa per permettere agli attuali investitori di recuperare il corposo investimento e non dover più versare altri euro. Al terzo, quarto anno (magari in serie B con introiti nettamente superiori) si potrebbe provare la carta dello stadio che è l’unico modo per autofinanziarsi e magari far sognare, senza comunque promettere la lunA. Dopo i fatti sul campo però, non prima.

Per finire, visto che domenica 13 giugno alle 17.30 ci sarà la prima conferenza stampa della società As Sambenedettese, anticipo le domande alle quali chiederò risposte.

1-Signor Renzi quando le è venuta l’idea di competere con Kim per rilevare la Samb? Fino a quando avrebbe rilanciato? Visto che Kim dopo aver ‘fallito’ la prima asta (era solo) venne addirittura dall’America per assicurarsi la società rossoblu.

2-Il suo progetto è quello che ho descritto in questo articolo?

3-Nella mia prima e ultima intervista telefonica con lei l’ho sentita un po’ sulla difensiva, come se ci conoscessimo da tanto tempo e ce l’avesse con me. Sbaglio? Se no, può dirmi perché. Per esempio Franco Zavaglia, il suo Direttore Tecnico, è stato molto cordiale e disponibile tutte le volte che l’ho sentito al telefono.

4– altre domande che mi verranno in mente in quel momento.

Se qualche lettore può suggerirne altre, proverò a girarle a Renzi e/o a chi per lui.

I nuovi organici tecnici (e non) credo che verranno rivelati prima di arrivare alle domande.

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Affinché la nuova dirigenza conosca meglio la testata che dirigo dal 1992 e il sottoscritto, riporto la mia risposta ad un nostro lettore (giurima79) che mi ha dato l’input:

“Non ci resta che vigilare, vigilare, vigilare come e più di prima e che l’esperienza Serafino, che io distinguo da Kim, insegni. Questo il mio curriculum:

a) nella presidenza Venturato (1990) io pagavo il biglietto (per due anni non venne concesso l’accredito stampa a me e a mio fratello Pino Perotti, a tutti gli altri giornalisti ) poi (1993) il cosiddetto finanziere trevigiano fece scomparire la Samb per la prima volta, dopo la guerra.

b) al presidente Alberto Soldini (2007) sventolai in faccia all’interno del Comune di San Benedetto gli assegni cabriolet consegnati a me dai calciatori. Conseguenza il fallimento.

c) Roberto Pignotti, presidente nostrano (2009), mi faceva cacciare dalle conferenze stampa perché non dovevo fare certe domande. La Samb vincendo il campionato di serie D… retrocesse in Eccellenza. Caso più unico che raro.

d) ai fratelli Tormenti evidenziai debiti di 30 milioni riportati da un settimanale d’inchiesta, anche lì non finì bene

e) con Gianni Moneti (2012/2014) in serie D, calciatori e tecnici venivano da me per reclamare stipendi arretratissimi. Franco Fedeli salvò la baracca

f) un certo Agnello lo ‘scoperchiammo” in diretta io e Giuseppe Buscemi. Per cui fu costretto a restituire immediatamente la società alla famiglia Gaucci

g) Sergio Spina l’ho sempre difeso per i motivi esposti dal lettore e così via.

h) Serafino ha fregato tutti perché è stato un grandissimo attore. Appena scoperto feci un titolo diventato famoso: “La Samb è salva” quando Kim voleva far fuori Serafino e prendersi la squadra tutta per se. Ero felice per quel motivo. Non avvenne perchè mancavno le ‘carte’. Chi dice il contrario è bugiardo.

Con kim Dae Jung sarei andato con i piedi di piombo e con Renzi farò la stessa cosa.
Fatti non chiacchiere ma purtroppo la memoria (storica) non è un dono che una trentina (per questo motivo non mi preoccupo) di sambenedettesi possono vantare. Pochissimi ma mi piacerebbe convincere anche loro. Se mi conoscessero meglio e non fossero in malafede sarebbe facilissimo.
Dimenticavo: come giornalista (e tifoso) non ho mai  ‘attaccati’ Zoboletti e tutti gli altri dirigenti sambenedettesi dal 1970 al 1989. Chi vive ancora, lo sa.

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Mi scuso con i lettori per la lunghezza ma era necessaria visto che domani conoscerò di persona i nuovi proprietari della mia squadra del cuore. Presentarmi anche nei dettagli l’ho ritenuto un obbligo.


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