FERMO – Riportiamo e pubblichiamo una nota stampa, giunta in redazione il 12 giugno, dalla Questura di Fermo.

Il binomio Lido Tre Archi e violenza ha reso l’aggressione del 4 giugno scorso ad un giovane straniero un fatto notevolmente eclatante nella mente delle persone che hanno letto la notizia del rinvenimento, sulle scale di uno dei palazzi di via Tobagi, di un giovane privo di conoscenza e di evidenti tracce di sangue sui gradini e sul pianerottolo.

Immediato è stato l’intervento dei sanitari che hanno trasportato il ferito presso il locale nosocomio nel quale è ancora ricoverato in prognosi riservata, ugualmente tempestivo quello della Volante della Questura che ha messo in sicurezza la scena del crimine e raccolto le prime fondamentali informazioni per cristallizzare luoghi e ricordi dei condòmini del palazzo e quello della Polizia Scientifica per la repertazione di ogni traccia del delitto.

E se il termine “indagini lampo” è stato sovente utilizzato per evidenziare l’alacre attività della Squadra Mobile per identificare, dopo qualche giorno, gli autori di gravi delitti, in questo caso si dovrebbe utilizzare un termine più appropriato per dare l’idea dell’impegno profuso dagli operatori dell’ufficio investigativo della Questura i quali dalle ore 6,40 di quella mattina, momento in cui è stata segnalata la presenza di quel corpo inanime, sono riusciti in poche ore a ricostruire ogni tessera della vicenda, identificare e arrestare, nelle prime ore di questa mattina, il responsabile del grave reato.

Nella dinamica del fatto di sangue, ricostruita in breve dal personale della Squadra Mobile, gli eventi hanno inizio verso le 3 di notte, quando un giovane italiano, residente in altra regione, si è recato nel quartiere di Lido Tre Archi per cercare di acquistare una dose di stupefacente. Dopo aver incontrato inutilmente alcuni soggetti è stato avvicinato da un giovane ragazzo di origine africana che gli ha detto di essere in grado di fornirgli una dose di cocaina. Saliti entrambi sulla vettura dell’acquirente, hanno raggiunto il palazzo di via Tobagi nel quale sono entrati e sulle scale del quale si è svolta, in pochi minuti, una violenta lite con pugni e calci, a seguito della quale il giovane straniero è rimasto ferito e privo di conoscenza per più di tre ore fino al suo rinvenimento da parte di un abitante del palazzo che ha subito richiesto l’intervento del soccorso sanitario e della Polizia di Stato.

Immediate, come si è detto, le indagini della Squadra Mobile che grazie all’impianto di videosorveglianza nella zona, hanno verificato i passaggi di autovetture e persone appiedate e malgrado il coprifuoco in vigore sono stati numerosi gli accertamenti su veicoli e soggetti non potendo conoscere, all’inizio delle indagini, l’ora precisa degli eventi anche in considerazione del fatto che le testimonianze dei residenti non erano convergenti sull’orario di alcuni rumori uditi sulle scale del palazzo.

Un arco temporale di più di sei ore al microscopio degli investigatori che sono comunque riusciti, anche questa volta a raggiungere il risultato perseguito.

Infatti, una volta individuata la vettura con la quale la vittima aveva raggiunto il palazzo, dal quale era uscito dopo circa 10 minuti il suo aggressore, è stato possibile focalizzare le attività di polizia giudiziaria prima sul proprietario del veicolo, che ha dichiarato di averlo prestato ad un amico, e successivamente su quest’ultimo.

Le indagini, condotte dagli operatori della Squadra Mobile sotto la sempre attenta direzione della Procura della Repubblica hanno consentito di rintracciare il soggetto già identificato in poche ore, che nel frattempo aveva celermente lasciato la nostra Regione per tornare presso la sua residenza in Campania.

E dopo ulteriori accertamenti per escludere ogni possibile residuo dubbio sulla responsabilità del soggetto, l’Autorità Giudiziaria, in base ai precisi ed inconfutabili elementi raccolti dai segugi della Squadra Mobile, per la gravità del reato commesso, ha emesso un ordine di custodia cautelare in carcere nei suoi confronti.

Nelle prime ore di questa mattina in Campania, il personale della Squadra Mobile fermana, dopo le ricerche del soggetto presso i domicili conosciuti, è riuscito a rintracciarlo ed ha eseguito il provvedimento cautelare detentivo accompagnando l’autore del fatto di sangue presso una Casa di reclusione di quella zona a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Un ulteriore successo degli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Fermo, un blitz sia per quanto riguarda le indagini sia per la cattura dell’uomo assicurato alla giustizia, frutto della elevata professionalità e dell’impegno costante e quotidiano nei confronti di ogni reato commesso nella nostra provincia; indagini a 360 gradi per non trascurare alcun elemento relativo a cause e dinamiche e indirizzare correttamente l’azione di contrasto al crimine.


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