FERMO – Di seguito una nota della Questura di Fermo, giunta in redazione il 9 giugno.

Proseguono i controlli ad ampio raggio della Polizia di Stato nel quartiere di Lido Tre Archi.

Anche nel pomeriggio e nella sera di ieri, infatti, gli equipaggi della Questura coadiuvati dalle pattuglie del Reparto Prevenzione Crimine di Pescara e dall’unità cinofila della Guardia di Finanza, sempre presente per il contrasto ai fenomeni delittuosi connessi alla spaccio ed all’uso di sostanze stupefacenti, hanno blindato il quartiere costiero di Fermo procedendo con posti di controllo e verifiche dinamiche per la sicurezza dei cittadini e la prevenzione dei reati.

In una giornata nella quale la Polizia di Stato fermana ha identificato, nel corso delle attività di presidio del territorio, circa 220 persone e sottoposto ad accertamenti più di 160 veicoli, durante le operazioni di verifica di Lido Tre Archi sono stati rispettivamente 82 e 50 i soggetti e le autovetture controllati.

Durante il pomeriggio, gli operatori hanno notato una autovettura nei pressi di un casolare abbandonato di Via De Gasperi e che, dopo alcuni istanti, due persone erano uscite dal fabbricato fatiscente e dopo essere saliti sull’auto, si stavano allontanando.

Il veicolo ed i suoi occupanti sono stati sottoposti ad accertamenti con l’ausilio dell’unità cinofila della Finanza che ha immediatamente segnalato la possibile presenza di sostanza stupefacente nell’abitacolo.

In effetti, dopo un controllo più approfondito, sono state rinvenute tre dosi di droga, che la Polizia Scientifica ha riscontrato essere eroina, del peso complessivo di un grammo e due di cocaina, del peso di 0,6 grammi; gli occupanti, due residenti in un comune dell’entroterra fermano che hanno ammesso di essere saltuari assuntori di sostanze stupefacenti, sono stati segnalati alla Prefettura, sanzionati per il mancato rispetto della distanza interpersonale nel veicolo, la patente di guida del conducente è stata ritirata, mentre le dosi sono state sequestrate.

Il controllo della vettura ha portato altresì al rinvenimento di una pistola giocattolo, con regolare tappo rosso nel “vivo di volata” della canna. L’arma giocattolo, il porto della quale non costituisce reato ma che, in caso di commissione di un delitto con il suo utilizzo ne diventa elemento costitutivo o circostanza aggravante – ad esempio una minaccia con la pistola – è stata lasciata nella disponibilità del conducente che non ha fornito dichiarazioni in merito al trasporto dell’oggetto nella vettura, anche in considerazione del fatto che la pistola giocattolo, che sembrava un’arma vera, avrebbe potuto essere individuata come tale se, ad esempio, portata nella cintura.


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