ROMA – Di seguito una nota dell’Ansa, diffusa il 22 maggio.

Da lunedì Italia tutta in giallo. La conferma arriva dal monitoraggio settimanale del ministero della Salute che cambia il colore dell’unica regione rimasta in arancione, la Valle d’Aosta.

E dati incoraggianti arrivano anche dal bollettino quotidiano che segnala una discesa del tasso di positività, delle terapie intensive e dei ricoveri, per la prima volta da ottobre sotto quota 10 mila.

Numeri che spingono verso le riaperture: oggi toccherà ad impianti sciistici e centri commerciali (finora chiusi nel weekend), lunedì sarà la volta delle palestre. “Dopo un anno e mezzo – ha detto il premier Mario Draghi – stiamo iniziando a vedere la fine di questa tragedia. Per la prima volta, la normalità si avvicina”. E si accelera sul Green pass in vista della stagione delle vacanze.

“L’Italia – ha spiegato Draghi – sarà aperta ai turisti di tutto il mondo, con un suo Green pass. Ci stiamo coordinando con la Commissione europea per avere lo stesso” certificato degli altri Paesi Ue, ma “intanto avremo il nostro per consentire ai turisti di visitarci”. Il premier invita poi alla prudenza sulle mascherine: toglierle? “ancora no, ancora un paio di mesi….”., risponde ai fotografi al termine del Global Health summit.

L’Italia in giallo, osserva il ministro della Salute, Roberto Speranza, “è il risultato delle misure adottate finora, del comportamento corretto della stragrande maggioranza delle persone e della campagna di vaccinazione. Continuiamo su questa strada con fiducia, prudenza e gradualità”.

L’indice Rt nazionale è sceso a 0.78 contro lo 0.86 della scorsa settimana, mentre nessuna regione supera la soglia critica di occupazione dei posti letto in terapia intensiva (19%) o area medica. Gli intubati sono 1.469, i ricoverati sono per la prima volta da ottobre scesi sotto i 10 mila (9.925). Il dato di morti in 24 ore (218) è gonfiato dalle 86 vittime registrate nei mesi scorsi in Campania e conteggiate ieri. Complessivamente i decessi sono saliti a 125.028. Il tasso di positività è sceso all’1,9%. E di quadro “in deciso miglioramento” parla anche il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro. L’obiettivo ora è la zona bianca, che alcune regioni ‘vedono’ per la prima settimana di giugno. Scaldano i motori, in particolare, quelle che hanno già meno di 50 casi su 100mila persone: sono 7 contro le 3 della settimana precedente.

A quel punto resterebbero in vigore soltanto obbligo della mascherina, distanziamento, areazione e sanificazione. Secondo il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, “noi siamo in ‘zona bianca’, per i parametri, soltanto che essendo cambiate le regole, lo siamo solo sulla carta, di diritto, ma non di fatto”. Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, invita però alla “massima prudenza”: “c’è chi dice – rileva – anche qualche esponente del Governo, che le mascherine vanno tolte a giugno. In Campania la porteremo fino a luglio e vediamo per l’estate”. In attesa del ‘bianco’ valgono però le regole del ‘giallo’. E, dunque, coprifuoco alle 23 (sarà il primo weekend con il limite allungato di un’ora).

Dal 7 giugno ci sarà poi l’ulteriore prolungamento fino alle 24, fino ad arrivare all’eliminazione definitiva della misura il 21 giugno. E porte aperte, già da questo fine settimana, per i centri commerciali dopo mesi di stop. “Un ritorno alla normalità che aspettavamo da tempo – dice la direzione dei centri di Fiumicino (Roma) Parco da Vinci e Da Vinci Village – e che darà modo ai clienti di passare il proprio tempo libero in sicurezza tra shopping e passeggiate”. Al via domani anche gli impianti sciistici, per chi vorrà sfruttare l’ultima neve della stagione. Sulle Dolomiti ne tornano in funzione ben 118 dopo un anno ‘sabbatico’. Piste aperte da mercoledì prossimo, invece, per il comprensorio Breuil-Cervinia, in Valle d’Aosta.

Il calendario delle prossime riaperture fissato dall’ultimo decreto legge prevede ora le palestre da lunedì; bar e ristoranti al chiuso dal primo giugno; matrimoni, parchi tematici e centri congressi dal 15; corsi di formazione, sale giochi, centri benessere e piscine al chiuso dal primo luglio.

Non ci sarà un limite al numero di persone che possono partecipare alle feste successive ai matrimoni, alle comunioni o ai battesimi che si svolgeranno in luoghi aperti. E’ quanto ha deciso, secondo quanto si apprende, il Comitato tecnico scientifico al termine della riunione di ieri nella quale è stato comunque fissato un tetto massimo (mille persone) ed è stato ribadito che per partecipare alle cerimonie sarà necessario avere una delle tre certificazioni verdi: avvenuta vaccinazione, avvenuta guarigione, tampone con esito negativo effettuato nelle 48 ore precedenti. Per quanto riguarda invece le feste che si svolgeranno nei locali al chiuso, gli esperti hanno sottolineato che il numero degli ospiti deve essere correlato alla capienza del locale, così come già avviene per i ristoranti. E valgono le stesse regole per la ristorazione: mascherina quando ci si alza dal tavolo e non più di quattro persone per tavolo a meno che non siano conviventi.

IL MONITORAGGIO

Il quadro è in deciso miglioramento. Cala l’incidenza e l’Rt e si abbassa l’età media delle infezioni a 40 anni e l’età media dei ricoveri cala a 60 anni. Si abbassa a 65 anche età media degli ingressi in terapia intensiva. Inoltre l’incidenza dei casi cala in tutte le fasce d’età, anche tra i più giovani”. Lo ha detto il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, alla conferenza stampa al ministero della Salute per illustrare i dati del monitoraggio settimanale della Cabina di regia. “Anche l’occupazione di terapie intensive e aree mediche è in decrescita”, ha aggiunto. “Più del 90% degli over 80 ha ricevuto almeno una dose e anche tra le altre fasce crescono le vaccinazioni. Conseguentemente il rischio di contrarre l’infezione si abbassa progressivamente così come si abbassa il rischio di ospedalizzazione e la mortalità settimanale”. Lo ha detto il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, alla conferenza stampa al ministero della Salute per illustrare i dati del monitoraggio settimanale della Cabina di regia. “La previsione è che si vada verso una situazione endemica del virus SarsCoV2. Il tema dei richiami è all’attenzione ed è un’ipotesi allo studio: si sta valutando la durata della copertura immunitaria e stiamo inoltre monitorando le varianti del virus. Dobbiamo dunque essere pronti ad utilizzare eventualmente dei richiami, o in maniera estesa o per determinate categorie di persone”. Lo ha detto il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, alla conferenza stampa al ministero della Salute per illustrare i dati del monitoraggio settimanale della Cabina di regia. “In molte regioni l’incidenza dei casi è scesa sotto 50 per 100mila abitanti e questo rende possibile la ripresa del tracciamento dei casi e dei contatti”. Lo ha detto il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro.  “Il trend è in deciso miglioramento e il numero apparentemente alto dei decessi oggi è dovuto a un recupero dei dati dei giorni precedenti. La situazione in terapia intensiva e area medica mostra un decongestionamento. Tale miglioramento è dovuto alle vaccinazioni , alle misure prese ed al rispetto delle regole da parte della popolazione. Quindi ciò rende possibile la ripresa delle attività in sicurezza, sono dati che dobbiamo leggere con un certo ottimismo”. Così in conferenza stampa il direttore della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza.  “Andando in là con la buona stagione si dovrebbe avere un effetto positivo rispetto ad una ridotta trasmissione dell’infezione da Covid. L’ aumento della popolazione vaccinata, le misure prese e l’elemento della stagionalità sono i tre elementi che possono avere un’influenza positiva, ma dal punto di visata epidemiologico la situazione è oggi soddisfacente”. Così in conferenza stampa il direttore della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza.


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