SAN BENEDETTO DEL TRONTO – È stato pubblicato l’avviso finalizzato al riconoscimento dei Centri estivi del Comune di San Benedetto del Tronto che porterà poi all’approvazione di un elenco di soggetti attuatori. 

Il riconoscimento dei soggetti interessati ad organizzare in sicurezza i Centri Estivi e fornire una rapida risposta ai genitori e a tutti i “piccoli cittadini”, implica che il Comune di San Benedetto del Tronto darà un sostegno economico alle famiglie appartenenti alle fasce più deboli e ai soggetti con disabilità. Ciò anche grazie ai fondi ministeriali previsti del cosiddetto decreto “sostegni bis” che andranno a rimpinguare quelli comunali. 

Entro giovedì 3 giugno 2021 i soggetti interessati ad essere riconosciuti come attuatori del servizio  dovranno presentare il loro progetto del servizio, distinto per le tre le fasce di età interessate (3/5 anni,  6/11 anni e 12/17 anni) prevedendo per ognuna di esse uno specifico progetto educativo che contempli il rispetto di tutti i parametri e le prescrizioni contenute nell’avviso con particolare riguardo ai protocolli di sicurezza anti – contagio. 

“Le attività estive sono un servizio fondamentale dopo un altro anno scolastico fortemente segnato dalle limitazioni dovute alla pandemia –  afferma l’assessore alle politiche sociali Emanuela Carboni – è dunque  fondamentale favorire ogni occasione di incontro, di socializzazione, di ritrovo fra bambini e bambine con i loro coetanei anche in questi contesti extrascolastici sostenendo la conciliazione dei tempi di vita e lavoro delle famiglie. La nostra è una città davvero ricca di attività socio/educative e siamo certi che questa ricchezza si tradurrà in altrettante proposte valide”. 

L’avviso e la relativa modulistica sono pubblicati sul sito www.comunesbt.it (sezione “Altri avvisi pubblici”).

Continua la campagna di “aiuto-sociale” che il Comune di San Benedetto del Tronto sta portando avanti a sostegno dei soggetti residenti colpiti anche economicamente dall’emergenza epidemiologica ancora in corso. 

Come già riferito, l’Amministrazione comunale, con deliberazione di Giunta municipale del dicembre scorso, dispose la concessione di contributo di 50 mila euro per l’associazione di secondo livello “Insieme per la solidarietà”, parte integrante del Tavolo della Povertà istituito a livello comunale proprio per rispondere più velocemente ai bisogni di nuclei familiari in difficoltà ma sempre in stretto raccordo con i Servizi sociali che si sarebbero occupati della necessaria indagine sociale a seguito di apposita richiesta da presentare tramite mail all’indirizzo aiutosociale@comunesbt.it. 

La stessa deliberazione prevedeva la concessione di contributi per un massimo di 500 euro “una tantum” nella forma di accollo del pagamento di bollette, erogazione di buoni alimentari ed ogni altro strumento utile a soddisfare le necessità più urgenti della famiglia. 

Ad oggi risultano già erogati circa 20 mila euro e nei prossimi giorni sarà liquidata all’associazione “Insieme per la solidarietà” la seconda tranche di 15 mila euro cercando di comprimere al minimo i tempi della procedura. 

“Questo modus operandi – sottolinea l’assessore alle Politiche Sociali Emanuela Carboni – è studiato appositamente per dare risposte immediate e concrete ai nuclei familiari bisognosi. Naturalmente è sempre necessario far precedere l’erogazione da un’indagine sociale che tiene conto in particolar modo del reddito del richiedente, accertato tramite l’Isee o strumenti analoghi,  qualora il nucleo non sia già noto ai nostri uffici. Il fatto che, in pochi mesi, siano stati distribuiti già 20 mila euro e che si stia per erogare una seconda tranche da 15mila dimostra che il meccanismo per dare risposte mirate e celeri attraverso un rapporto sinergico tra  pubblico e privato è efficiente ed efficace. Ringrazio ancora una volta l’associazione Insieme per la Solidarietà e tutte le realtà che ne fanno parte (Centro Famiglia, Ora et Labora, Il Mattino, Dina Sergiacomi Onlus, Il Germoglio, Papa Giovanni Paolo II) per la fattiva e proficua collaborazione, fondamentale in particolar modo a fronteggiare le conseguenze socioeconomiche della pandemia”.


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