SAN BENEDETTO –  Provo ad inquadrare la situazione in vista dell’asta che si terrà mercoledì 19 maggio. Il bando conseguente alla perizia, che è stata già fatta e consegnata ai giudici, dovrebbe uscire domani. Sempre se la giudice interessata la riterrà valida. Posso intanto confermare che l’investimento necessario per saldare i conti attuali e quindi per iscriversi e giocare il prossimo campionato, si aggira intorno ai 56 milioni.

I debiti verso i calciatori contrattualizzati sono 3 milioni circa (compresi i contratti anche per il prossimo campionato).  C’è da dire che i calciatori hanno fatto il nobile gesto di rinunciare a complessivi 200 mila euro delle loro spettanze. Per cui il debito tecnico è un po’ più basso. Il debito dei “diritti di immagine” che ammonterebbe a 1 milione e 400 mila euro non sono dovuti, invece, dalla Sambenedettese Calcio.

Un’altra considerazione riguarda la fidejussione che normalmente è di 730 mila euro circa, ad essa ne va aggiunta un’altra se il monte ingaggio calciatori per la prossima stagione supera 1 milione e 200 mila euro. Non sarà però necessario un importo maggiore perché 730 mila coprono il monte ingaggi esistente.  Non servirebbero subito i 730 mila euro ma per iniziare il campionato sì.

Molto chiara la ratio della Lega Calcio: se costruirci una squadra senza grandi aspettative, la società si deve impegnare per 730 mila euro, se invece vuoi fare una squadra più forte devi garantire una somma proporzionalmente superiore, prima che il torneo inizi.  Qualcuno obietterà: ma è una garanzia non soldi da tirare fuori subito? Non è proprio così perché dopo i tanti imbrogli, già negli ultimi anni la garanzia va fatta con soldi veri fermi su un conto corrente dedicato e a disposizione della Lega Calcio. È questo il motivo per cui il tentativo di ritardarne l’escussione è andato a vuoto.

Magari è vero che subito basterebbero 2 milioni circa (dopo aver escusso la fidejussione) ma non significa che, chi acquista la società, può evitare di pagare il resto da settembre a maggio prossimo. Vanno aggiunti i costi di gestione per altri dipendenti e la Security oltre ai vecchi debiti (300-400 mila euro?). Quelli fiscali che ad inizio torneo (500-600 mila euro) erano stati rateizzati ma non pagati. L’acquisizione del titolo sportivo che è stato valutato 400 mila euro. Insomma basta fare due semplici conti per capire che, da qui a maggio 2022, servono 6 milioni circa per evitare altre… brusche fermate in un prossimo futuro.

Nell’ultima trasmissione di Scienziati nel Pallone, l’avvocato Costantino Nicoletti ha detto che se una città vuole tutelarsi c’è un solo modo: deve pretendere che l’acquirente di una squadra di serie C metta la bella somma di dieci milioni in un conto protetto. Alla Samb ne basterebbero 6 per mettersi in sicurezza e non ricadere negli errori del passato. Aggiungeva Nicoletti: chi non ha una simile potenzialità deve stare alla larga.

Detto questo, sta poi alla capacità imprenditoriale del nuovo presidente o dei nuovi soci, far diminuire il passivo con una gestione oculata  con professionisti seri e onesti. C’è qualcuno, tra i nomi che si sentono in giro, in grado di iniziare una simile impresa? Io spero, e credo come me la maggior parte della tifoseria, che serva una persona, con potenzialità economiche alte e certe, che si impegni per la somma necessaria come Kim ha fatto con Serafino. Il progetto era ottimo. Peccato che sia stato affidato alla persona sbagliata.

Riuscirà la città di San Benedetto (è questo il compito dell’avvocato Acronzio) a convincere il coreano che c’è qualcuno nel nostro territorio in grado di fargli fruttare nel tempo l’enorme investimento e ‘vendicarsi’ di Serafino? Una speranza condivisa da molti in città.

Di certo c’è che Baran ci sta pensando: sa anche che verrebbe accolto bene. Con la disponibilità ad essere trasparente al 100 per 100 con tutti i tifosi che la Samb vanta nella Riviera picena delle Palme. Da come l’ho conosciuto credo di sì. Sperare non è peccato.

 


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