SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il fine settimana da poco passato è stato abbastanza movimentato in Riviera e in particolare al centro di San Benedetto.

Sabato primo e domenica 2 maggio tantissime persone hanno raggiunto la città per passare ore di svago durante un aperitivo, un pranzo o semplicemente per stare compagnia.

Locali e ristoranti aperti al pubblico con solo tavoli all’aperto, rispettando le norme anti-Covid. Una piccola ripartenza economica e sociale dopo gli ultimi mesi alle prese con varie restrizioni, in particolare per le attività.

Il bel tempo e la voglia di stare insieme a parenti e amici ha, inevitabilmente e pure giustamente, portato una grande affluenza nei punti clou di San Benedetto: il centro e il lungomare.

Peccato che diversi comportamenti non idonei, specialmente di vari giovani, hanno tenuto banco e oscurato in parte questo fine settimana di festa.

Abbiamo narrato qualche giorno fa le numerose chiamate giunte alle Forze dell’Ordine per assembramenti, abuso di alcool e in qualche caso anche di risse e liti accese da parte di vari scapestrati che danneggiano la comunità e rendono la vita difficile ai commercianti già provati da questi ultimi mesi di restrizioni che s’impegnano per rispettare, e far rispettare, i protocolli anti-Coronavirus per lavorare in sicurezza e garantirla a dipendenti e clienti. E a fine giornate c’è stato da fare anche il conto della sporcizia lasciata in giro, bottiglie contenenti alcool e bicchieri.

Il nostro articolo precedente

“Assembramenti, abuso di alcool e zuffe”. Primo maggio ‘folle’ a San Benedetto

C’è, purtroppo, anche il caso di via Aspromonte, in pieno centro. I residenti, esasperati, hanno segnalato un via vai di ragazzi e ragazze che vanno in quella strada per urinare a cielo aperto. A pochi passi dalle abitazioni e anche da un cantiere. Addirittura qualcuno entra pure all’interno per fare i bisogni rischiando la propria incolumità.

Una situazione definita “inaccettabile” dagli abitanti in zona. Addirittura c’è chi ha dovuto assumere un vigilante privato, posizionato davanti casa, per evitare sgradevoli sorprese. I residenti chiedono un intervento immediato da parte delle istituzioni di competenza per vigilare in maniera più massiccia sulla zona e punire severamente coloro che scambiano la via per un bagno a cielo aperto. C’è da dire anche che, causa emergenza Coronavirus, non è possibile usufruire dei bagni dei locali pubblici ma ciò non deve giustificare chi pensa di doversi “liberare” sporcando proprietà pubbliche e private.

Abbiamo contattato al telefono anche la presidente del Quartiere Marina Centro, Elena Piunti, per parlare dell’ultimo fine settimana: “Da una parte è bello vedere segni di rinascita sociale e la grande determinazione di molte attività ma dall’altra non si può che condannare certi comportamenti non idonei ed esprimo la mia vicinanza ai residenti della via. Solleciterò chi di dovere per ottenere più controlli e parlerò con coloro che lavorano nel cantiere per avere un punto della situazione sui lavori e sul loro stato, anche per una questione di sicurezza”.

La presidente Elena Piunti aggiunge: “Capisco che non è semplice né per le istituzioni né per le Forze dell’Ordine lavorare in questo periodo a causa delle normative anti-Covid che cambiano molto spesso. Il problema parte, per molti episodi, da una evidente mancanza di educazione che i genitori dovrebbero invece compiere nei confronti dei figli. Poi, ovviamente, ci devono essere i giusti controlli con le dovute sanzioni. Non basta, purtroppo, solo una ramanzina. C’è anche da dire che l’emergenza Coronavirus ha bloccato molte attività culturali e sportive che piano piano stanno rivedendo la luce e quindi gli assembramenti al centro e sul lungomare sono dovuti anche all’assenza di alternative di cose da fare. Auspichiamo che con le riaperture il problema degli assembramenti piano piano si risolva ma bisogna far capire a tante persone il rispetto delle cose e del decoro urbano”.

Elena Piunti, a tal proposito, fornisce un’indicazione: “Ci vorrebbero attività sociali come quella fatta di recente sulla riqualificazione del Pontino lungo. Iniziative per smuovere la coscienza sociale di molte persone, in particolare dei più giovani e diano senso di appartenenza a cose e luoghi pubblici. Il ragazzo deve essere educato in primis a casa ma, come già visto, scuole, comitati, associazioni e istituzioni possono dare una grande mano. A mio parere può essere un buon deterrente, insieme a multe e videosorveglianza, contro gli atti di vandalismo e i comportamenti poco edificanti”.


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