GROTTAMMARE – “Il rinvenimento di un boccone presumibilmente avvelenato nella zona collinare di Grottammare, nei pressi dell’Oasi, ha procurato nei giorni scorsi un giustificato allarme nei frequentatori della zona, in particolar modo nei genitori dei bimbi che frequentano il parco e nei proprietari di animali d’affezione”.

Si apre così la nota stampa, diffusa il 3 maggio dal Gruppo Carabinieri Forestali di Ascoli Piceno: “Il boccone rinvenuto è stato consegnato ai militari della Stazione Carabinieri Forestale di San Benedetto del Tronto che hanno immediatamente avviato la procedura prevista dall’Ordinanza del Ministero della Salute del 10 agosto 2020 coinvolgendo i Servizi Veterinari della Asur per il successivo inoltro del reperto al competente Istituto Zooprofilattico per le analisi del caso”.

Nella nota si legge: “Immediatamente, come da prassi normativa, i Carabinieri Forestali hanno informato il Sindaco Enrico Piergallini e nell’attesa dell’esito delle analisi, sia per finalità investigative che preventive, hanno richiesto l’intervento dell’Unità Cinofila Carabinieri Antiveleno di Visso per eseguire un’accurata ispezione e bonifica dell’area interessata. L’elevatissima specializzazione dell’Unità Cinofila e la prontezza dell’intervento hanno permesso, in tempi brevissimi, di escludere la presenza di ulteriori esche potenzialmente nocive”.

“L’Unità Cinofila Antiveleno (U.C.A.) dei Carabinieri Forestali è dislocata presso il Reparto Parco Nazionale del Monti Sibillini con sede a Visso e ha competenza territoriale su Marche ed Umbria – fanno sapere i Carabinieri Forestali – È composta da un conduttore cinofilo, due cani e due accompagnatori cinofili. L’U.C.A. fornisce un preziosissimo supporto ai Reparti dei Carabinieri Forestali sia con attività preventiva che con attività di ricerca e repertazione a seguito della commissione di reati”.

Nel comunicato si legge: “La sinergia operativa tra i vari Reparti dell’Arma, con la valorizzazione delle singole specialità, ha fornito anche in questo caso una solida garanzia a tutela della sicurezza e della salute dei cittadini e della legalità. La diffusione di esche o bocconi avvelenati è purtroppo un fenomeno molto diffuso e troppo spesso sottovalutato. Si tratta di un comportamento penalmente perseguibile nonché estremamente pericoloso che può mettere seriamente a repentaglio la vita di bambini ed animali, i quali inavvertitamente possono ingerire i bocconi. Il fenomeno è considerato di tale gravità sociale che presso le Prefetture sono stati istituiti tavoli tecnici per il monitoraggio e la prevenzione/repressione del fenomeno”.

“A tale riguardo è assolutamente importante ricordare come la condotta illecita comporti la commissione di vari reati che prevedono pene detentive e/o sanzioni pecuniarie – proseguono i Carabinieri Forestali – Si rammenta che nel caso di rinvenimento di sospetti bocconi avvelenati, sia in ambiente urbano sia in ambiente rurale o forestale, l’avvertenza è quella di non toccare i medesimi mai a mani nude, ma eventualmente raccoglierli all’interno di un sacchetto impermeabile. Inoltre è bene avvisare prontamente attraverso il numero gratuito di emergenza ambientale 1515 i Carabinieri Forestali per poter attivare prontamente, come nel recente caso di Grottammare, le procedure previste dai protocolli e iniziare le attività info-investigative per la identificazione e segnalazione all’Autorità Giudiziaria dei responsabili”.


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