SAN BENEDETTO – Ieri abbiamo ascoltato con attenzione la conferenza stampa della candidata sindaca Aurora Bottiglieri che si presenta con una lista civica appoggiata da Partiti tradizionali, a conferma che gli stessi hanno ormai perso credibilità in modo definitivo. Oggi contano gli uomini non le sigle, che vengono comunque ancora usate per reperire qualche voto nostalgico. Ancora per un po’ di tempo sarà così ma non è assolutamente la strada giusta per cambiare la città di San Benedetto del Tronto, da anni sulla via del declino.

Serve un sindaco o una sindaca “rivoluzionaria” per cui abbiamo chiesto alla Bottiglieri se lei lo è. Ha risposto in un modo che più sintetico non si può. No, no. Probabilmente perché aveva inteso la parola rivoluzionaria… senza virgolette.

La nostra domanda non è venuta a caso ma perché, prima, la dottoressa aveva detto che ritiene pessima l‘attuale amministrazione Piunti, lasciando intendere che fino all’arrivo di “Pasqualino sette bellezze” veri problemi non c’erano. Concetto confermato dalla frase principe della conferenza “togliere la città alla destra”. Una frase più da Partito tradizionale che da candidata sindaca di una Lista Civica.

Avrei preferito che avesse detto: “togliere alla città agli uomini che hanno amministrato malissimo San Benedetto del Tronto nell’ultimo quinquennio”. L’idea che gli uomini (o le donne) sono buoni e bravi o viceversa, se sono di sinistra o di destra (o di centro) è oramai di un gruzzolo di elettori o poco più, quelli che restano legati al clientelismo del quale vorrebbero continuare ad usufruire.

La realtà è che la città principale dell’est del Piceno è amministrata malissimo, e non è più ‘cresciuta’, per colpa di chi ha occupato la sala consiliare negli ultimi 5 lustri almeno. Altro che da Piunti & C., che rispetto ai loro predecessori hanno fatto peggio per via di evidenti conflitti di interesse, di una grande spocchia e, oserei dire, di una spudorataggine superiore come quella di non rispondere a nostre lecite domande in quanto dovere di un’istituzione che si rispetti tale. Che non equivale ad assolvere il decennio gaspariano.

Tornando al concetto di sindaco/a ‘rivoluzionario’, è quello che serve, nel senso che i cinque lustri di cui scrivevo prima vanno cosparsi di cenere per dare vita ad un nuovo modo di amministrare in tutti i sensi. Primo fra tutti non fare semplicemente i conti con quello che il convento passa (nel senso di risorse da governo centrale, tasse eccetera) ma usare il cervello per coinvolgere in progetti moderni la migliore imprenditoria locale e mettere le basi per una città territorio con i nove comuni limitrofi fino ad arrivare alla cosiddetta Città Grande. L’unica soluzione per non ricadere in amministrazioni ‘limitate’ che hanno come unico intento quello di raggiungere cariche utili per il proprio ego e il proprio orticello, con usi a volte anche fuori dalla decenza.

Se un tale cambiamento non ci sarà, il partito dei ‘non votanti’ crescerà ancora per la gioia di chi potrà far valere proporzionalmente il proprio ristretto giro, con gli stessi pessimi risultati degli ultimi decenni. Il tutto a danno anche della cultura ormai ai margini di una città sempre più sfortunata

Tornando ad Aurora Bottiglieri che in molti definiscono, oltre che una brava pediatra, una donna brava e intelligente (come poteva esserlo il ginecologo Domenico Martinelli ad esempio) e posso confermarlo, il mio consiglio è quello di battere pubblicamente adesso i pugni sul tavolo non soltanto con gli avversari ma anche con chi l’ha scelta. Credo che nella stessa posizione si trovi Antonio Spazzafumo, candidato sindaco sull’altra sponda. Di lui ne parleremo prossimamente. Altro discorso per il candidato Serafino Angelini che sentiremo per primo nel nostro giro di interviste con chi aspira ad una carica così importante e, aggiungerei, determinante in questo periodo storico.

Per concludere: soltanto quando almeno la metà degli attuali astensionisti tornerà ai seggi si potrà dire che nella mia città (seppur non più di residenza, anche se mi ritengo di appartenere già all’auspicata Città Grande)  qualcosa sta cambiando. Altrimenti il fondo del pozzo è alle porte. Chi riuscirà nell’ardua impresa?


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