Ascoli Piceno – L’udienza molto breve si è appena conclusa e presto si sapranno le decisioni dei giudici. Clamoroso il rilancio del presidente della Sambenedettese, Domenico Serafino, che ritiene di poter sistemare tutto vendendo i calciatori (cosa secondo me impossibile dopo la messa in mora), accedendo al fondo Covid (in Italia non è come in Galles e non verrebbe mai fatto usufruire da una società così indebitata) e con nuovi sponsor (chi gli darebbe credito dopo quanto ha combinato).

Insomma ha tentato l’ultimo bluff al quale con molta probabilità i giudici hanno risposto “Vedo” e il ‘castello’ è crollato.

Senza clamorosi colpi di scena, la Samb è avviata al fallimento. Le cui conseguenze oggi nessuno può anticiparle. C’è solo da sperare perchè, a parer mio, oggi un ritorno tra i dilettanti decreterebbe la fine di una più che gloriosa avventura iniziata ben 100 anni fa.

Come tifoso sarò tra quelli che accetteranno ogni evenienza ma sono convinto che il capitale costituito da sportivi semplicemente simpatizzanti continuerà a diminuire a vantaggio di altre società a noi vicine. È questa la realtà per cui mi auguro che il miracolo del mantenimento della categoria possa avvenire.

La buona notizia sicuramente è che pare sia stata già escussa la fidejussione per cui il debito sportivo dovrebbe essere meno oneroso, per chi volesse rilevarlo.


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