SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Fermo restando quanto previsto dall’ordinanza di sicurezza balneare e dal regolamento di disciplina del diporto nautico, ad un distanza di sicurezza inferiore a 60 metri dal pennello dell’Albula è vietato navigare, ancorare e sostare. In prossimità della testata del pennello del Torrente Albula, a una distanza inferiore a 20 metri, è, inoltre, vietato praticare la balneazione, effettuare attività di immersione con qualunque tecnica, svolgere attività di pesca di qualunque natura. È tassativamente vietato l’accesso e lo stazionamento sugli scogli presenti sui lati esterni del pennello medesimo, posti a protezione dello stesso. Il Comune di San Benedetto del Tronto, competente alla gestione del pubblico demanio marittimo ad uso turistico-ricreativo, su cui ricade il pennello alla foce del torrente Albula, per le motivazioni di cautela e prevenzione di incidenti dettate nel presente provvedimento, dovrà adottare ogni utile iniziativa anche mediante l’apposizione di idonea cartellonistica monitoria e ogni altro apprestamento fisico interdittivo ritenuto utile, a mare e a terra, per impedirne l’accesso. Quanto sopra non escludendo la programmazione di specifica attività di vigilanza da parte della locale Polizia Municipale“.

Ciò si legge in un’ordinanza diffusa il 26 aprile dalla Capitaneria di Porto sambenedettese che vuole dare un freno a passeggiate e stazionamenti sul pennello dell’Albula. Una cosa che, sinceramente, si verifica da svariato tempo.

Dalla Capitaneria sambenedettese, infatti, precisano: “Il divieto era già esistente. La nuova ordinanza puntualizza meglio i limiti di sicurezza”.

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