SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Di seguito una nota, giunta in redazione nei giorni scorsi, da parte di Città Grande del Piceno.

Per chi come noi si prefigge la connessione dei 10 paesi di Città Grande del Piceno, la realizzazione di una rete stradale, ferroviaria e financo aeroportuale sinergica non è una questione da affrontare con improvvisazione e nella totale assenza di iniziativa delle amministrazioni municipali della costa.

Il progetto della Ferrovia dei due Mari-Salaria interessa sicuramente la Città Grande del Piceno per la prospettiva di crescita economica del medio-adriatico in quanto le strategie future dei trasporti nazionali verso le metropoli (SNIT di 1° Livello) ed anche il rapporto ONU prevede la concentrazione degli interessi nelle grandi aree del mondo ma accanto a questa progettualità non possiamo trascurare due aspetti di fondamentale importanza: STAZIONI E IL TRASPORTO AEREO.

LA STAZIONE DI SAN BENEDETTO DEL TRONTO

La stazione di San Benedetto del Tronto è penalizzata non solo dagli enti statali che l’hanno classificata “Silver” invece che “Gold” (vedere cartina allegata) ma addirittura dalle politiche regionali che hanno preferito ristrutturare prima una stazione anconetana marginale. Con il risultato che tra Ancona e Pescara si è creato un clamoroso vuoto di 170 chilometri che forse non ha eguali in Italia e sicuramente al nord delle Marche dove tra Ravenna-Rimini-Pesaro-Ancona ogni 40-50 chilometri fermano i treni che contano davvero. E al riguardo crediamo che la soggettività metodologica e la mancanza di trasparenza di Trenitalia/Rfi sia parte del problema: è bizzarro, infatti che nell’era digitale possiamo sapere quante persone prendano l’aereo in ogni singolo scalo ma non quanti passeggeri viaggino in treno nelle stazioni più importanti.

AEROPORTI

Ci chiediamo anche se possiamo fare a meno di un adeguato sistema areoportuale. Il Piceno al centro di un tratto che da Rimini arriva fino a Termoli, si contraddistingue per l’assenza di veri e propri collegamenti con gli aeroporti presenti e dovremmo cercare di abbandonare le velleità regionaliste favorendo gli accordi interregionali. In questa parte d’Italia per garantire un numero sufficiente di combinazioni occorrerebbe un aeroporto di almeno 2 milioni/2,5 milioni di passeggeri all’anno. Una soglia raggiungibile solo puntando su un’unica struttura e partendo dal fatto che l’aeroporto di Falconara, oltre ad essere baricentrico (in circa un’ora si raggiungono sia Pescara sia Rimini) è pure strategico per i voli cargo grazie al porto di Ancona che è pur sempre nella rete Ten-T europea.

Senza lo sviluppo di questi collegamenti il nostro sistema turistico e la logistica del sistema produttivo farebbe fatica a svilupparsi.

L’associazione Città Grande del Piceno ritiene che IL SUPERAMENTO DELLA FRAMMENTAZIONE ISTITUZIONALE possa rappresentare meglio queste problematiche e avere più incisività politica perché i piccoli enti possono rappresentare soltanto piccoli progetti.

 


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