Dopo l’anteprima su Radio Bruno Brescia arriva su YouTube il 17 aprile il videoclip di “Sono arrivato qui”, il brano di  Mava (alias Matteo Avantaggiato), in radio e negli stores digitali dal 9 aprile 2021.

Si tratta del secondo pezzo pubblicato dal cantautore salentino, dopo il successo di “Stereotipo” che gli è valso il premio Siae per il miglior testo al Calabria Fest 2019. Il brano sottolinea un background cantautorale contaminato dal funk e dalla musica R&B, un cambio di rotta per l’artista, che giunge in seguito ad un lungo percorso di ricerca, finalizzata a definire un proprio univoco stile musicale, già caratterizzato da un timbro vocale particolare e immediatamente connotativo.

L’arrangiamento del brano è opera del sambenedettese Silvio Capretti il quale ha scelto di avvalorarsi delle competenze di alcuni musicisti locali, nella registrazione infatti ritroviamo: Nicolò di Caro alla batteria, Roberto Sanguigni al synth bass, Giorgio Balestra alle tastiere e Gabriele Polimeni alla tromba ed al flicorno.

“Sono arrivato qui” presenta un alone vintage, in un’ottica però ben ancorata al presente e alle tendenze del momento, un mood ben interpretato dal video  girato dai ragazzi di Iceberg i quali hanno scelto come location la Riserva Naturale Sentina al confine tra il litorale marchigiano e abruzzese, sempre in conformità ad una scelta stilistica leggermente rétro: le immagini sembrano scorrere sulla pellicola di un vecchio film, così come l’ambientazione, gli outfit, la mitica Citroen DS, sono espliciti riferimenti agli anni Settanta/Ottanta.

Sono arrivato qui”, ricorda  Mava: “E’ un invito ad affrontare con leggerezza la difficoltà e la confusione che spesso accompagnano le scelte importanti della nostra vita, alimentando la paura di sbagliare; prendere una posizione chiara e netta non è sempre semplice, soprattutto in una società come la nostra in cui seguire la corrente sembra un imperativo, la condizione imprescindibile per il riconoscimento e l’accettazione sociale. Il senso di vulnerabilità che deriva da scelte autentiche, magari contro tendenza, ci fa quindi sentire come una ‘barca senza un mare’, che si disperde ma continua a confidare nel proprio istinto, anche se questo talvolta comporta la necessità di improvvisare e rompere coraggiosamente gli schemi imposti”.


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