GROTTAMMARE – Di seguito una nota diffusa dal Comune di Grottammare.

Per tutti i grottammaresi oggi è il giorno di San Glurià, vera gita fuori porta del weekend post pasquale (che per il secondo anno consecutivo non può svolgersi a causa delle restrizioni legate all’emergenza sanitaria in corso) e autentico benvenuto alla primavera.

Una manifestazione che ogni anno non manca di celebrare la figura del martire Aureliano tra le preziose mura dell’Oasi Santa Maria ai Monti.

Non si hanno notizie precise riguardanti Sant’Aureliano, sappiamo che fu soldato romano, probabilmente martirizzato a Roma, le cui spoglie furono richieste intorno al V secolo dagli abitanti di Grottammare e quindi traslate a Santa Maria ai Monti. (Credenze popolari raccontano che invece egli fu martirizzato a Grottammare, nei pressi della chiesa di Santa Maria ai Monti -per conoscere “La Leggenda di Sant’Aureliano” clicca qui https://www.facebook.com/288455894584876/posts/3819183781512052/ e guarda il post di ieri).

La sua memoria liturgica cade il 22 maggio ma a Grottammare, per antichissima tradizione, la festa viene celebrata la settimana dopo Pasqua e in occasione dei festeggiamenti la quiete abituale dell’Oasi di Santa Maria dei Monti viene interrotta dal tripudio di canti, giochi, musica.

La festa di Sant’Aureliano fa parte di quelle feste di antica tradizione popolare che si tramandano nel tempo restando quasi immutate, si affianca a quella del Patrono, San Paterniano, e a quella di San Martino e, come queste due, è ancora molto viva e sentita.

La tradizione ultracentenaria era stata ripresa e potenziata nel 1983 da Padre Mario Caponi che con un gruppo di giovani ragazzi le diedero nuova linfa e splendore. Seguirono anni meravigliosi con migliaia di persone che affollarono l’Oasi per pregare, per mangiare e per seguire con gioia i tantissimi spettacoli di musica e comicità organizzati dal comitato festeggiamenti.

Una volta, in occasione della festa, veniva organizzata un’importante mostra di bestiame proprio davanti la chiesa, e il proprietario dell’animale risultato vincitore (toro, mucca o vitello) poteva tornare a casa con qualche nuovo attrezzo da lavoro. Oggi la mostra del bestiame non esiste più e ad essa si sono sostituite gare più moderne, come i tornei di calcetto o le corse in mountain-bike. Sono però sopravvissuti alcuni giochi di antica tradizione: la corsa nei sacchi, il palo della cuccagna, la rottura delle pigne, il torneo di briscola.

Buona festa di Sant’Aureliano dalla città di Grottammare.


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