Di Andrea Costantini

ROMA – Ristoratori, togati, tatuatori, commercianti, professionisti, albergatori, pescatori, agenti di commercio, wedding planner, operatori dello spettacolo, infermieri, commercialisti e notai: il mondo di autonomi e partite Iva, accorsi da tutta Italia, si è riunito l’8 aprile in Piazza del Popolo, a Roma, per far sentire la propria voce e chiedere un cambio di passo al nuovo Governo, con aiuti economici e aperture in sicurezza.

Presenti anche diversi rappresentanti piceni e aprutini, come Alessandra Bruni (provincia di Ascoli), Alessandro Abagnale (Regione Abruzzo) e Stefano Agranni (Regione Marche). 

Il presidente nazionale, Eugenio Filograna, in passato senatore di Forza Italia, ha spiegato che l’obiettivo della manifestazione, è quello di ”stimolare il Governo ad una maggiore attenzione verso le categorie rappresentate. Siamo un movimento, un unico corpo sociale che rappresenta tutte le categorie produttive ormai stremate dalle chiusure prolungate, senza adeguati ristori, con i dipendenti che attendono da mesi la Cig, spesso anticipata dai loro datori di lavoro”.

“Siamo costretti ad occuparci di politica pur non volendolo fare – continua Filograna – siamo imprenditori e professionisti e, insieme ai nostri dipendenti, siamo oltre 10 milioni di persone. Hanno già chiuso 500 mila attività, non ci sentiamo più rappresentati dalla politica. Allo Stato chiediamo riaperture immediate, oppure, se non è possibile per ragioni sanitarie, di coprire l’80% del mancato fatturato mensile, fondi che devono però essere versati in tempi rapidi: questo è l’unico modo affinché un milione di aziende non sia costretta alla chiusura”.  

Diverse sono state le ‘attrazioni’ della manifestazione, tra cui una sposa, in rappresentanza del comparto legato ai matrimoni. A tal proposito, ha preso la parola Alessandra Bruni, responsabile per Ascoli Piceno e del settore wedding Marche. La nota e talentuosa stilista picena si è espressa coraggiosamente in difesa “dei diritti degli imprenditori”, chiedendo “una data certa per la ripartenza delle attività”.

“Parlo in rappresentanza di tutti gli operatori del wedding, anche quelli che non hanno potuto partecipare alla manifestazione – ha proseguito la Bruni – abbiamo subito perdite gravissime, se il Governo non ci dà dei segnali e degli aiuti, l’80% delle aziende legate al comparto è destinato alla chiusura. Dobbiamo far ripartire tutti insieme l’Italia, il Paese ha bisogno di una economia forte”, ha chiosato l’imprenditrice sambenedettese.

Il responsabile del Movimento per la Regione Marche, Stefano Agranni, residente a Grottammare, ha ringraziato tutti i partecipanti alla manifestazione, specie “chi ha dovuto affrontare un lungo viaggio per essere presente, così come non è riuscito a raggiungere la Capitale. Noi rappresentiamo tutte le categorie produttive e vogliamo essere presi in considerazione dal Governo in merito alle decisioni da prendere – ha dichiarato Agranni – Chiediamo aiuti economici e una tassazione più equa”.

Ha destato curiosità anche un operatore di impianti sciistici letteralmente in mutande, per rappresentare simbolicamente la condizione in cui versa il comparto, ‘vestito’ solo di scarponi, occhiali da sci, slip e maglietta. “Noi veniamo dall’Abruzzo e siamo rimasti in mutande, la stagione invernale è saltata interamente”, ha dichiarato Luigi, insieme ad altri suoi colleghi provenienti da Trentino e Valle d’Aosta.

“Metro piene e montagne vuote”, “Dimenticati ma tassati”, alcuni degli striscioni presenti in piazza. 

Ha voluto presenziare anche l’inossidabile attrice Sandra Milo, che ha dimostrato con commozione la sua vicinanza a tutto il comparto. La madrina della manifestazione si è rivolta al Governo con un intervento accorato: “Ci hanno tolto tanti diritti, ma non il diritto di piangere per la disperazione, per la gente che non riesce a mangiare, a pagare l’affitto, le bollette. L’attrice, in lacrime, si è detta ancora fiduciosa riguardo all’azione del governo Draghi, che però peccherebbe “di non scendere in mezzo alla gente. Bisogna aiutare la gente che non ce la fa, che ha chiuso, che ha investito i pochi soldi che aveva in una piccola attività. Attori, maestranze, tecnici di teatro, cinema, spettacolo: loro come fanno? Vacciniamoci tutti, è giusto, ma basta parole, vogliamo i fatti”.

Il mondo della ristorazione, invece, ha deciso di scendere in campo con uno stand dove sono stati preparati panini da distribuire ai manifestanti, insieme a cioccolatini, vino e altri prodotti tipici.

La manifestazione è stata presidiata da alcune pattuglie della Polizia e tre motociclette dei Carabinieri, a dimostrazione che l’evento si è svolto in assoluta tranquillità. Dopo gli incidenti che si erano verificati nel corso della manifestazione “Io Apro”, i timori di possibili infiltrazioni hanno spinto gli organizzatori a chiedere la presenza delle forze dell’ordine, che per fortuna sono rimaste a guardare a distanza l’evento.

Qualche momento di tensione c’è stato a causa dell’irruzione di Vittorio Sgarbi, che si è presentato alla manifestazione senza mascherina. Diversi tra i promotori hanno chiesto al critico d’arte, candidato sindaco di Roma, di allontanarsi e di non inficiare col suo gesto la manifestazione. In particolare, a dissociarsi di nuovo Filograna, mentre altri coordinatori del movimento hanno chiesto l’intervento degli agenti della Digos. Dopo qualche scambio verbale poco amichevole con i manifestanti, Sgarbi si è allontanato, pur continuando a non indossare la mascherina.

“La manifestazione rappresenta un primo passo, che proseguirà nei prossimi mesi e anni, con la presentazione di liste elettorali a partire dalle prossime amministrative” ha concluso il presidente Filograna.


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