MARTINSICURO – Dopo essere state pubblicate in Marocco (2012), negli Emirati Arabi (2015), in Romania (2016), in Palestina e Giordania (2017) e in Tunisia (2020), le poesie di Valeria Di Felice, poeta e titolare della Di Felice Edizioni di Martinsicuro, arrivano anche in Olanda grazie alla traduzione della raccolta poetica “L’antiriva”, uscita nel 2014, da parte del poeta olandese Willem van Toorn, in collaborazione con Patrizia Filia. La silloge è stata pubblicata in un’edizione speciale dalla casa editrice Atalanta Pers, nata nel 1979 grazie al designer, artista visivo ed editore René Bakker, da sempre attento alla veste grafica delle sue pubblicazioni.

Fondatrice nel 2010 della Di Felice edizioni, Valeria Di Felice dal 2012 è membro del Consiglio Direttivo dell’Associazione Editori Abruzzesi e ha pubblicato come autrice nel 2007 il saggio “Uomini tra realtà e immaterialità”, nel 2011 l’audiolibro di poesie “Nudi abissi”, nel 2014 la raccolta di poesie “L’antiriva”, nel 2016 le sillogi “Attese” e “Il battente della felicità”, che nel 2020 ha ricevuto la menzione speciale al XXXII Premio Camaiore – Francesco Belluomini. Nel 2016 ha curato l’antologia poetica “La grande madre. Sessanta poeti contemporanei sulla Madre”, nel 2017 la miscellanea di critica e poesia “Alta sui gorghi” e nel 2019 il volume “Antonio Camaioni. Nell’ordine del caos”. Nel 2018 ha tradotto in italiano, in collaborazione con Antonella Perlino, il libro di racconti della scrittrice marocchina Fatiha Morchid, “L’amore non è abbastanza”. È socia fondatrice della Casa della poesia in Abruzzo “Gabriele D’Annunzio”.

Il traduttore e poeta Willem van Toorn, che ha scelto due sezioni dell’edizione italiana di L’antiriva, ha scritto nella prefazione: «De tegenoever (titolo dell’edizione olandese della raccolta) si compone di due cicli che paiono rispondersi a vicenda: il lato maschile nell’Uomo inverso e quello femminile in Le rive dell’attesa. Ma quelle esperienze sembrano a tratti intercambiabili. Il poeta inglese John Donne (1572-1631) inizia il suo saggio Meditations XVII con i celebri versi: “Nessun uomo è un’isola, completo in se stesso; ogni uomo è parte della terra, parte del tutto”. Giovanni Zamponi vede invece nell’essere umano che riceve la voce di Valeria Di Felice “un’isola sulle cui sponde si infrangono le onde del grande Altrove” – riferendosi così all’immagine del dicibile di Wittgenstein come isola nell’oceano dell’ineffabile”.


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