SAN BENEDETTO DEL TRONTO – E chi se lo scorda Andrea Borsa? Difensore arcigno, grande cuore, un muro sulla corsia destra. Due campionati vinti con la Samb, in Serie D nel 2000-01, e poi l’anno successivo, l’incredibile rimonta con Colantuono alla guida e la vittoria a Parma contro il Brescello di fronte a settemila tifosi sambenedettesi.

Per la rubrica “Cuore da Ex” abbiamo intervistato l’ex difensore rossoblu, in un racconto davvero da brividi. Dagli esordi alla Roma nelle giovanili, ai ricordi di Carletto Mazzone, i dieci minuti al Bernabeu per l’addio a Butragueno, all’arrivo a San Benedetto fino all’epopea con Colantuono in panchina.

Andrea Borsa, ancora nel mondo del calcio, ha parlato anche del difficile momento societario della Samb, che segue da vicino: “Col passare dei giorni a San Benedetto ho capito cosa significava giocare lì. Una piazza che ti si appiccica addosso”. I ricordi su Gaucci, “io da San Benedetto non sarei mai andato via”.

Maglia rossoblu, “San Benedetto è questa, me la porto dentro. Non merita quello che sta avvenendo”.

Un Andrea Borsa che parla in prima persona quando fa riferimento alla Samb: “Eravamo in alta classifica, anche se prendevamo troppi gol”.


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