SAN BENEDETTO – Stavolta getto un sasso in un gran pantano sconvolto da una tempesta da promesse mirabolanti, spese che appaiono ben al di là di disponibilità economiche reali, assicurazioni infondate, dichiarazioni mai rese, mutismo sibillino su conti e bilanci, battibecchi e diatribe con soci veri o presunti.

E infine insolvenze verso dipendenti (calciatori professionisti) i quali ormai fra 17 giorni, vale a dire l’11 aprile – per la cronaca giorno in cui è in calendario la partita Samb-Cesena – restando così le cose renderanno legittimamente volatile l’unico concreto e certo “patrimonio” di cui può disporre la Sambenedettese Calcio Srl: la rosa dei suoi (ottimi) giocatori. Con nefaste conseguenze a cui tutti preferiamo ancora neanche pensare.
Intanto al di là tutto ciò che si à detto, sperato, indagato, scritto e sofferto, agli atti per ora restano solo due dati concreti, le carte che martedì 23 marzo ha calato sul tavolo Kim Dae Jung, il socio coreano di Serafino, attraverso la voce del suo avvocato Fabrizio Acronzio; “La trattativa tra Kim Dae Jung e Serafino in merito alla Samb è definitivamente saltata. Non ci sono margini per ricucire. Non so nulla di imprenditori abruzzesi pronti ad unirsi a Dae Jung, poi se li ha contattati Serafino è un altro conto. I motivi? Andrebbero chiesti a Serafino, non posso dire nulla sull’ammontare del debito della Samb”.

E dall’altra parte, lo stesso martedì 23 marzo, la risposta – sempre tuttora a carte accuratamente coperte – di Domenico Serafino che dice (bluffando?) e far credere (stavo per dire “dare a bere”): “Colgo (…) l’effetto positivo di questo fatto: da oggi, infatti, potrò dedicarmi direttamente ed esclusivamente alla soddisfazione delle esigenze e degli impegni economici e sportivi della “SS Sambenedettese srl”. Provvederò, quindi, a far confluire in favore del Club le risorse necessarie al pagamento degli impegni con i calciatori, dipendenti e con i fornitori entro il termine più breve possibile e – comunque – entro quelli di legge, per scongiurare effetti dannosi e negativi. Darò evidenza di tutto quanto farò nell’esclusivo interesse sportivo ed economico della “SS Sambenedettese. Con immutata passione”.

Ho voluto riproporre a chiare lettere tali dichiarazioni affinché rimangano ben scolpite agli atti, a memoria futura. Dichiarazioni, peraltro, che ad esempio Pupi Avati volentieri avrebbe inserito nella sceneggiatura del suo “Regalo di Natale”, pronunciate da Carlo Delle Piane, alias avvocato Antonio Sant’Elia in apparenza ricco sprovveduto, ma in realtà baro professionista.


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