SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un ricambio generazionale impetuoso, avviato due anni fa con la vittoria del colombiano Bernal al Tour e poi proseguita con le imprese di giovani campioni, spesso giovanissimi (si pensi al belga Evenpoel): è la Next Generation del ciclismo mondiale (in cui, però, mancano nomi italiani di spicco, forse per la prima volta nella storia di questo glorioso sport).

E così a San Benedetto oggi, martedì 16 marzo, andrà in scena la tradizionale cronometro finale della Tirreno-Adriatico, corsa ciclistica che nell’ultimo decennio si è trasformata da passerella preparatoria delle classiche di primavera ad una sette giorni forse più importante al mondo, con i migliori corridori del pianeta e un parterre che non invidia nulla al Giro o al Tour.

Pogacar, Van Aert, Bernal, Almeida, Bardet, Yates, Van Der Poel, sono alcuni dei nomi della next generation che sta anche cambiando il modo di correre, abbandonando lo stile calcolatorio iniziato negli Anni ’90 e interrotto solo da Pantani e Nibali: sono giovani ciclisti che attaccano da lontano, che corrono tutte le corse, sia classiche che grandi giri, che non programmano una stagione su un solo obiettivo.

Con loro, in classifica, gli italiani Fabbro (quinto) e Nibali (nono).

La cronometro finale, purtroppo con meteo non ideale per ammirare San Benedetto, difficilmente cambierà le posizioni della classifica e si corre per la prima volta in “zona rossa” a causa del Covid-19. Sarà, comunque, uno spettacolo apprezzato in tutto il mondo.

 


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