I fatti: in seguito al pranzo del 14 febbraio, nonostante lo staff abbia lavorato nel massimo rispetto di tutte le norme dell’attuale DPCM, si sono verificati una serie di casi positivi al covid tra i presenti. Le autorità preposte sono state informate e sono state regolarmente messe in atto le procedure anti covid. Non su richiesta dell’Asur, ma a discrezione dei gestori della struttura.

L’informazione “acchiappa-lettori” e il “contagio-social”: la gogna mediatica ha colpito il locale, generando e moltiplicando chiacchiere e malignità. Dal presunto Karaoke, ai balli e tanto altro (tutto categoricamente smentito dai titolari) .
Quanto abbia pesato un’informazione che gioca con le parole ad arte e quanto abbia pesato la chiacchiera da bar… è difficile definirlo.

Sicuramente tutto questo non giova all’Hotel Ristorante Anita, come non giova a nessuno di noi, se non a chi ha bisogno di urlare per farsi ascoltare.

Rinnoviamo in questa occasione quello che riteniamo più che un obiettivo una nostra ambizione: essere un giornale che non ha paura di non dare una “notizia” se non la ritiene tale, perché un pugno di click in più (per noi) non fa la differenza.
Mentre le cattiverie generano ansia, paura e ignoranza.


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