GROTTAMMARE – Per “Esodi residenze digitali” la città di Grottammare promuove un omaggio al poeta Lawrence Ferlinghetti, ospitando la traduttrice e biografa ufficiale Giada Diano nell’incontro on line in programma venerdì 12 marzo.

L’iniziativa è organizzata dall’associazione L’Onagro. La partecipazione è aperta a tutti, indifferentemente dalle pagine Facebook  “Città di Grottammare” o “Esodi residenze digitali”. 

Il collegamento avrà inizio alle ore 18.

Scomparso lo scorso 23 febbraio, il nome di Lawrence Ferlinghetti è legato al movimento letterario americano degli anni 50 e 60 della “beat generation”, ma anche alla città di Grottammare.

E’ l’autore, infatti, della poesia “Grottamare”, scritta durante una sosta tecnica alla stazione ferroviaria locale del treno su cui  viaggiava. 

Quei versi sono incisi nel tributo che la Città gli ha voluto riconoscere in occasione del suo 100° compleanno, nel 2019, ed è affisso all’ingresso dello scalo grottammarese.

“L’artista quotidiano e colto, concreto e visionario, ci ha lasciati a un mese dal compimento del suo 102esimo compleanno – ricorda Lucilio Santoni, curatore dell’iniziativa -. Innamorato dell’Italia, dove era nato e cresciuto suo padre Carlo. Innamorato della vita, sui cui muri aveva sempre voluto dipingere la luce. Ogni frammento del suo pensiero scaturiva dall’esperienza personale, in base a uno scandaglio senza paura del reale. Lui che aveva mostrato come, con una libreria, si può quasi cambiare il mondo. Gli amici di allora erano i beats, ovvero la beat generation: una straordinaria generazione di artisti, poeti, scrittori, musicisti, provocatori che nei decenni ha dato il suo nome a uno sfolgorante pezzo di storia del costume americano e mondiale. Da Allen Ginsberg a Gregory Corso e Jack Kerouac, da Michel McClure a Neal Cassady, da William Burroughs a Peter Orlovsly, da Gary Snyder a Richard Brautigan: quei ragazzi capelluti e sfacciati che si riunivano nelle stanze anguste del City Lights e consideravano Lawrence Ferlinghetti un loro autentico fratello di sangue. Con la sua indiscutibile simpatia umana, che lo rendeva uno di noi, un gigante buono che sapeva mangiare bene, ridere spesso e amare molto!


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