0SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Insieme alla nota che il professor Gino Troli ha inviato alla stampa, abbiamo ritenuto giusto sentire anche dalla sua viva voce l’invito importante che ha fatto, senza mezze misure (come a me piace), al sindaco di San Benedetto del Tronto e a tutto il Consiglio Comunale: l’assegnazione del Premio Truentum a Gabriele Cavezzi che è volato al cielo la scorsa settimana. 

Uno storico, un ricercatore, uno sportivo, un ‘gigante’ in tutti i campi nei quali si è impegnato con modestia e tanta passione.  Una persona onesta, una figura che, oso dire, va collocata al primo posto fra tutte le altre che, a cavallo tra il XX e XXI secolo, hanno lasciato il segno nel territorio piceno e oltre i nostri confini: è stato, per esempio, consigliere della federazione italiana di atletica leggera. Passione ereditata dal figlio Stefano, mentre Attilio è un medico molto stimato a livello nazionale. A loro, alla moglie Giuseppina, all’altra figlia Paola rinnovo le condoglianze mie, della mia famiglia e di tutta la redazione. (Nazzareno Perotti)

Di seguito la nota integrale di Gino Troli:

“I funerali di  Gabriele Cavezzi sono stati un ulteriore segno di amore e riconoscenza che la città di San Benedetto ha voluto tributare ad una grande figura della vita sociale e culturale della città. Non solo uno storico di assoluto valore, mai distante però dai problemi concreti di un popolo che sentiva totalmente suo, ma un operatore della cultura capace di costruire un dialogo costante con chiunque avesse a cuore la difesa del patrimonio di civiltà che il mare ha prodotto. È lui che ha coniato, in un dibattito “alla pari”  col il più grande storico delle Marche, il professore universitario Sergio Anselmi (che per lui aveva una passione speciale, vista con i miei occhi!), la oggi accettata definizione di ” Civiltà marinara delle Marche” quando si sarebbe voluto usare negli ambienti universitari il termine “cultura materiale della pesca” .

È Gabriele che si è battuto perché fosse invece patrimonio comune la coscienza che noi rappresentiamo una civiltà a pieno diritto, perché  veniamo da millenni di storia del mare e della navigazione, siamo perciò gli eredi di grandi civiltà marittime, dai Greci ai mitici Liburni, da Truentum pre-romana al borgo marinaro che, tra ‘700 e ‘900, ritorna ad essere uno dei più grandi centri pescherecci italiani.

È lui che ha ricostruito le tappe di questa storia straordinaria in ben 45 numeri della rivista Cimbas che ha lasciato a tutti noi come a volerci dire “adesso sapete chi siete e come siete diventati la San Benedetto di oggi” ma anche “ora però non disperdete questa identità e amatela questa città, rispettatela e non fatele mai del male“. Quanti giovani hanno seguito la sua magistrale lezione nelle scuole, quanti universitari ha aiutato a laurearsi indirizzandoli nella ricerca e seguendoli con pazienza paterna.

Con la sua scomparsa la nostra città ha perso un punto di riferimento, un cantore delle sue gesta, un cuore che batteva dentro al suo corpo di pietra e mare. La famiglia, che saluto, ringrazio e ammiro per come è stata vicina a Gabriele sempre, ha fatto sapere di aver ordinato tutte le sue carte di incommensurabile valore e di volerle donare all’Archivio comunale, dove le mani amiche e competenti di Giuseppe Merlini sapranno difenderle e valorizzarle. La città finora non ha saputo restituire a Gabriele la gratitudine che gli deve. Il Premio Truentum 2020 non è stato assegnato. Gabriele lo ha strameritato con la sua vita e la sua opera che da Truentum parte e che ci ha dato dignità storica di culla della “Civiltà marinara delle Marche”. Chiedo alla Commissione di riunirsi entro pochi giorni e di assegnare a lui , come fu fatto per Luigi Onorati e altri,  il Premio Truentum alla memoria.”.


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