SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Rilevanti criticità riscontrate nell’erogazione del servizio mensa dei propri figli”: si apre così la lettera inviata da un gruppo di genitori dell’Isc Centro, plesso Marchegiani del Paese Alto, al sindaco di San Benedetto Pasqualino Piunti, al dirigente scolastico Laura D’Ignazi, al Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione dell’Area Vasta 5, e alla Commissione Mensa Scolastica della scuola.

Riviera Oggi può pubblicare la dettagliata ricostruzione, da parte dei genitori, dei disservizi – secondo gli stessi genitori – del servizio mensa descritti nella lettera di diffida. Lettera corredata da numerose fotografie.

Nel corso dell’Anno Scolastico 20/21 i bambini della primaria che frequentano il tempo pieno del suddetto Plesso riferivano, facendo rientro a casa ed al termine delle attività didattiche pomeridiane (ore 16.20), di non aver consumato  il pasto che gli veniva somministrato a mensa perché sgradevole al gusto ed alla vista sostenendo, altresì, che le  quantità fornite fossero scarse” scrivono i genitori.

“I sottoscritti genitori provvedevano ad assumere informazioni dal personale docente e non docente e, nel segnalare il  disagio rappresentato dai minori, chiedevano di poter apportare delle modifiche al menù che risultava essere insufficiente nelle quantità e povero nella variabilità di alimenti contenenti proprietà nutrizionali essenziali alla crescita dei minori, in particolare anche nelle fasi di crescita puberale nelle classi quarte e quinte” si legge nella lettera.

“I sottoscritti genitori rilevavano negli stessi bambini la manifestazione di diversi disturbi di salute, verosimilmente collegati al digiuno prolungato. I disturbi in questione, risultano documentati  da accessi presso il Pronto Soccorso del nosocomio locale e certificati dai pediatri di famiglia (malessere e stanchezza psico-fisica,  nervosismo, cefalee ricorrenti, chetosi e, nel migliore dei casi, fame nervosa con richiesta di compensazione nutritiva a  domicilio da parte dei bimbi attraverso merende sovraccaricate) – continuano – Di conseguenza, il comportamento alimentare osservato dai genitori nei bambini è consistito nel rifiuto di effettuare pasti bilanciati al momento della cena comportando, in risposta, un disequilibrio tra senso di fame e senso di sazietà,  creato dal salto del pranzo sostituito dalla succitata abbondante merenda”.

A questo punto i genitori hanno chiesto incontri alle istituzioni competenti ma “a seguito di riscontro della mancanza di disponibilità del Comune e delle figure sanitarie ad un incontro costruttivo di confronto sul tema in oggetto, gli stessi genitori provvedevano a riscontrare la veridicità di quanto riportato dai  bambini attraverso il confronto autonomo tra le tabelle nutrizionali deliberate dall’Asur (allegato A), il menù cartaceo (allegato B) in vigore, e le pietanze non consumate e riportate a casa dai bambini ancora sigillate” e si fa riferimento alle fotografie allegate che riportiamo all’interno dell’articolo.

Secondo quanto riportano i genitori, sarebbero emerse, dall’esame visivo e dalla pesatura delle pietanze, delle discordanze che riportiamo, virgolettate, di seguito:

“Mancata corrispondenza tra le grammature riportate in tabella e quelle somministrate al pasto: 

Secondo di pesce servito cotto grammi 40 (compreso condimento e pan grattato) in luogo dei 120 gr previsti in  tabella, (Foto 1)

contorno crudo esempio insalata (compresa di condimento) somministrata in grammi 17 a fronte dei 50 previsti in tabella, (Foto 2).

contorno cotto compreso condimento somministrati 31 grammi di spinaci a fronte dei 200 grammi previsti in tabella, oppure piselli e carote somministrati 37 grammi piuttosto che 200 grammi (Foto 3 e 4).

– frutta: mandarini (quasi esclusivamente, in alternativa alla mela) somministrato nella quantità di 1 pezzo del  peso di 49 grammi a fronte dei 120 grammi previsti in tabella (Foto 5) 

Inoltre:

– Mancato riscontro della presenza di alimenti nel menù come previsto in tabella

Bassa frequenza nella somministrazione di carne (solo bianca, mono-settimanale) aggravata  dall’assenza di prosciutto cotto, crudo e pasta ripiena come indicato dalla tabella. 

Assenza di varietà di pesce previsti in tabella (calamari, tonno) in luogo del filetto di pesce, visibile in foto (Foto 1) 

Assenza di formaggi freschi (somministrata solo mozzarella) e di Philadelphia, mai servita;

Assenza di piatti unici di tipo 1, 3 o 4 del “menù base” previsto dalle linee guida nazionali sulla costruzione  di menù scolastici (esempio lasagne e pasta ripiena) alternativa evidente al piatto unico somministrato (zuppa di legumi, minestra con pastina bio e ceci) i cui legumi vengono frullati nella preparazione ed aggiunti alla pasta, cotta a parte. 

Assenza di un dolce della tradizione locale con frequenza settimanale come previsto in tabella al “menu  base” e nelle linee guida nazionali. 

Si fa poi riferimento anche al confezionamento dei cibi e del servizio di consegna dei cibi sui banchi di scuola, in ritardo sugli orari prestabiliti “(13:40-45 per le ultime classi servite)”; inoltre mancherebbe uno “scalda vivande in dotazione, strumentazione adeguata alle modalità di servizio in tempi di covid”:

Si fa notare inoltre che “gli organi competenti sembrano aver tentato di piuttosto di accollare la responsabilità dell’insoddisfazione dei bambini ad una mancanza di educazione alimentare delle famiglie e dei docenti, accusando proprio questi ultimi di non spronare gli alunni alla consumazione dei pasti e riducendo in maniera giudicante il malcontento esplicato ad una mera questione di mancata educazione alimentare da parte delle famiglie”. Critiche inoltre vengono riservate anche alla Commissione Mensa, “inefficace e inadempiente”. 

Riguardo un “questionario di gradimento che gli Uffici competenti avrebbero dovuto inviare ai genitori e in realtà mai pervenuto, essi sostenevano anche di rinviare al prossimo anno scolastico i provvedimenti di modifica del menu, ma tale situazione non è ammissibile risultando che l’emergenza epidemiologica si sia anche tramutata in una emergenza alimentare, fatti salvi i costi inalterati”.

La lettera termina con una diffida posta al Comune di San Benedetto con i seguenti punti sottolineati:

“1. Al rispetto delle quantità nella somministrazione del cibo nel servizio mensa come da linee guida per la  salvaguardia della salute dei minori e del benessere psicologico che deriva dalla corretta nutrizione condivisa  in ambito scolastico. 

2. All’immediata sostituzione del menù attualmente in vigore con uno adeguato in quantità e qualità nel rispetto  della linee guida nazionali sulla costruzione dei menù scolastici orientati sugli obiettivi di gradimento e gratificazione dei bambini. A tal fine si invita a non ignorare quanto le linee guida contemplano e prevedono  per ottemperare a tale scopo, per esempio adottando piatti alternativi più appetibili (ad esempio la previsione del piatto unico di tipo 1, 3 o 4 del menu base), che rimane comunque rispettoso dei parametri nutrizionali. 

3. A predisporre controlli diretti ed a sorpresa da parte del Servizio di Igiene Ambientale con alta frequenza,  riconoscendo la necessità del rispetto delle norme anti Covid-19, ma non per questo vietando l’ingresso agli  stessi organi istituzionali di controllo e alla stessa Commissione Mensa. 

Con avvertimento che in caso di mancata ottemperanza i sottoscritti saranno costretti, quali responsabili della  potestà genitoriale sui propri figli, a ricorrere alle competenti Autorità penali e civili al fine di garantire la tutela del  benessere psicologico e fisico degli stessi minori. 

Si invita altresì l’Istituzione Scolastica a monitorare e segnalare ai genitori, tramite le apposite figure di riferimento, lo stato di benessere dei bambini legato alla consumazione del pasti al fine di prevenire i problemi di salute manifestati come sopra e legati alla mancata consumazione del pasto somministrato. 

Non ultimo il monito alla Commissione Mensa di adempiere al suo ruolo di controllo e garanzia degli interessi e  della salute dei bambini e della collettività, andando a fondo nell’indagine quando numerose famiglie sollevano  gravi criticità”.


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