FERMO – “I Carabinieri del Nucleo Investigativo, coadiuvati dai Carabinieri della Stazione di Porto San Giorgio e da un equipaggio del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Fermo, alle prime ore dell’alba di ieri 9 febbraio,  hanno fatto irruzione all’interno di un’abitazione a Lido Tre Archi di Fermo, per consentire ai Carabinieri del Reparto Territoriale  di Aprilia (LT) la cattura di un cittadino albanese, gravato da misura cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Roma nell’ambito di una articolata attività di indagine per traffico e spaccio di sostanze stupefacenti [Alba Bianca], coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma”.

Così il Comando Provinciale di Fermo in una nota stampa diffusa il 10 febbraio: “L’esito delle ricerche a carico dell’interessato, un uomo di origine albanese di anni di anni 37, pregiudicato, residente a Velletri (RM) (gravato da una ordinanza di custodia cautelare assieme ad altre 10 persone, otto delle quali più la sua in carcere), portavano a individuarlo in un appartamento preso in affitto a Lido Tre Archi di Fermo da alcune settimane dove aveva trovato rifugio assieme alla sua compagna, italiana 32enne”.

“Temendo possibili reazioni e verosimili tentativi di fuga, i Carabinieri, con un imponente dispositivo, alle prime ore di martedì scorso, circondavano l’abitazione dove facevano irruzione dopo aver vinto la resistenza opposta dall’interessato che sbarrava la porta di ingresso al fine di ritardare il più possibile l’irruzione all’interno, mentre un suo connazionale di anni 23, presente in casa, poi risultato irregolare sul territorio, si disfaceva di una pistola semiautomatica marca Steyr cal. 40, del serbatoio e di 12 proiettili, buttandoli all’interno del canale di scarico della fogna, dopo aver divelto il water  dal pavimento del bagno” si legge nel comunicato stampa dell’Arma.

Dal Comando proseguono: “Una volta all’interno, neutralizzati i presenti, i Carabinieri recuperavano l’arma, risultata avere la matricola abrasa, il caricatore e il munizionamento dall’interno della fossa biologica. La successiva perquisizione portava anche al rinvenimento di una maschera facciale in lattice, un coltello a serramanico e un bilancino di precisione. I due uomini venivano pertanto tratti in arresto nella flagranza di reato con l’accusa di detenzione illegale di arma clandestina e resistenza a pubblico ufficiale in concorso con la donna, deferita in stato di libertà per il suo stato di salute”.

“Come da disposizione della Dda di Roma il 37enne è stato associato alla Casa Circondariale di Ancona, mentre il connazionale alla Casa Circondariale di Fermo. All’udienza di convalida, tenutasi nella mattinata odierna presso il Tribunale di Fermo, la difesa del 23enne ha patteggiato la pena di 1 anno di reclusione e la multa di 1500 euro. La difesa del 37enne invece ha richiesto i termini a difesa per un’udienza con il rito abbreviato – concludono dal Comando –  Sono in corso approfondimenti per capire se le persone fermate possano essere coinvolte nella consumazione di altri reati, alla luce del materiale e dell’arma recuperata, sulla quale saranno anche eseguiti accertamenti tecnici”.


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