TERAMO – “Nella mattinata odierna a Colledara, nel Teramano, un 36enne del posto, mentre unitamente ad alcuni familiari si stava preparando per andare a fare alcuni lavori in campagna, improvvisamente prendeva un fucile calibro 12 legalmente detenuto ed avuto in eredità, si portava nell’area retrostante l’abitazione e si esplodeva un colpo di fucile, con munizionamento a palla unica del tipo che si una per la caccia ai cinghiali nello stomaco”.

Si apre così la nota stampa del Comando Provinciale dei Carabinieri di Teramo, diffusa il 5 febbraio: “I familiari che erano in casa, udita l’esplosione , uscivano fuori e trovavano il congiunto riverso per terra pieno di sangue, che tra gli atroci dolori riferiva che voleva farla finita. Immediatamente allertati i soccorsi, sul posto interveniva personale del 118 che dopo aver stabilizzato la vittima, lo portavano presso il Pronto Soccorso dell’ospedale di Teramo, dove veniva ricoverato in quanto in pericolo di vita”.

Dall’Arma abruzzese proseguono: “Allertati i Carabinieri di Tossicia, competenti per territorio, gli stessi sotto la direzione del Comando della Compagnia Carabinieri di Teramo e di concordo con la Procura di Teramo , espletavano le indagini per accertare l’esatta dinamica dei fatti e procedevano al sequestro dell’arma”.


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