SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si sta lavorando alla modifica del regolamento della Tari, la tassa sui rifiuti urbani, e questo è stato uno dei punti discussi nella Commissione Finanze del Comune di San Benedetto nella sera di giovedì 4 febbraio. La proposta in fase di analisi è quella di un aumento della Tari per le seconde case di non residenti, per un importo di 560/600 mila euro di aumento a seconda delle modifiche possibili (a fronte di oltre 10 milioni di pagamento di Tari al Comune di San Benedetto).

C’è ad esempio il problema delle seconde case invece dei residenti: ci sono situazioni, spiega il funzionario del Settore Finanze Massimo Tirabassi, in cui una seconda casa di proprietà di una famiglia di cinque persone subisce una tassazione nella seconda casa vuota, magari non affittata, per una Tari come se ci fossero cinque persone (pagamento che si assomma alla cifra sempre per cinque persone nella prima casa).

Ad ogni modo a San Benedetto ci sono 6 mila abitazioni individuabili come seconde case di non residenti: il che significa un aumento medio di 100 euro a famiglia. La cifra nelle intenzioni andrà a detrazione della Tari a carico dei residenti o anche di attività commerciali o imprenditoriali che magari hanno avuto problemi con la crisi del Covid.

Inoltre una modifica richiesta dal presidente della Commissione, Tonino Capriotti, è la possibilità di ridurre la Tari per le famiglie dove uno dei componenti, magari uno studente, vive fuori città in affitto e paga la Tari altrove: se certificasse il pagamento della Tari altrove potrebbe ottenere uno sconto, considerando la riduzione della produzione dei rifiuti a San Benedetto.

Altro tema affrontato è l’introduzione del Canone Unico: dal 2021 molte tariffe minori come tassa per occupazione spazi e aree pubbliche, imposta comunale sulla pubblicità, canone per i mezzi pubblicitari, canone occupazione strade e la tassa dei rifiuti giornaliera, scompariranno e saranno unificate appunto nel Canone Unico. L’obiettivo è quello di ridurre la burocrazia ma l’introduzione avrà anche un effetto favorevole nelle casse comunali.

Infatti fino ad oggi queste tariffe venivano pagate alla scadenza del servizio, e questo determinava spesso una evasione o comunque un mancato pagamento dopo aver fruito del servizio richiesto. Con il Canone Unico invece bisognerà pagare nel momento della richiesta.

Questo determinerà un crollo della morosità futura praticamente a zero. Per rendersi conto della dimensione del fenomeno, si stima che i crediti non pagati nel tempo a favore del Comune di San Benedetto ammontino a circa 50 milioni di euro. A tal fine gli uffici Finanze accantonano ogni anno una quota al Fondo Crediti non Riscossi, che nel 2021 raggiungerà la cifra di 30,5 milioni di euro.

Si tratta di denaro presente nelle casse del Comune (che ha chiuso il 2020 con un fondo cassa di 8 milioni) ma che non possono essere spesi in attesa della riscossione dei crediti vantati ma non pagati.


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