SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’ex assessore all’Ambiente del Comune di San Benedetto Paolo Canducci e indicato come possibile candidato sindaco dalla lista RinasciMarche risponde a Serafino Angelini, candidato sindaco del M5S, che lo aveva criticato in merito alla gestione della Riserva Naturale Sentina.

Di seguito la nota di Canducci.

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Resto sorpreso dal tono, dalla superficialità e dall’approssimazione dell’intervento del signor Serafino Angelini.

Dopo cinque anni di assordante silenzio, nonostante ci fossero molti argomenti per criticare l’Amministrazione Piunti, tanto che per gli osservatori della politica locale questo silenzio è apparso come una condivisione, il candidato dei Cinque Stelle ha pensato bene di attaccarmi in modo scomposto e infondato.

Un ricercatore, come lui ama definirsi, solitamente accompagna ogni sua affermazione da dati e riscontri, al contrario nel comunicato inviato vengono lanciate accuse infondate e prive di riscontri oggettivi. Evidentemente è bastato un mese di campagna elettorale per trasformare Angelini da ricercatore a semplice candidato, che parla senza documentarsi al solo scopo di cercare una visibilità che evidentemente non riesce ad avere con le sole sue idee.

Entrando nel merito delle accuse ricordo al candidato Angelini che la ricerca recentemente pubblicata dall’Enea sulla Sentina nasce da un progetto portato avanti dal mio assessorato insieme al Comitato di indirizzo della Sentina, allora guidato dal dottor Pietro D’Angelo, che ha visto coinvolti l’Università di Camerino, l’Ispra, il Cnr e il Ministero dell’Ambiente e che ci ha permesso di intercettare un finanziamento europeo  di oltre un milione di euro, utilizzato per la realizzazione del progetto di ripristino della zona umida.

Molto probabilmente Angelini non va alla Sentina da anni, gli consiglio di farsi un giro per rilassarsi e domandare a chi ci vive cosa c’era prima del nostro intervento. Se non ha tempo può andare sul sito della Riserva e troverà tutti i documenti oltre a un elenco di altri interventi eseguiti nei dieci anni del mio assessorato (Restauro Torre sul Porto, rinaturalizzazione fosso collettore, interramento linee elettriche, riqualificazione foce fiume Tronto, accessibilità etc…), tutti realizzati con finanziamenti comunali, europei, regionali e provinciali. La difesa della costa è una competenza regionale.

Altrettanto gravi e infondate sono le accuse su una non meglio precisata fuoriuscita di “rifiuti” dalla cassa di colmata, senza allegare alcun dato su analisi effettuate. Al contrario, come tutti sanno tranne Angelini, nella cassa di colmata non ci sono rifiuti ma è stata stoccata la sabbia dragata dal porto di Senigallia e dal porto di San Benedetto del Tronto, interventi che hanno permesso di mettere in sicurezza entrambe le strutture nel rispetto delle leggi in vigore. In passato le stesse sabbie venivano rilasciate in mare.

Oggi se ancora non è possibile dragare il nostro porto, nonostante l’urgenza, è perché manca un luogo idoneo dove stoccare la sabbia. In più occasioni in passato sono state fatte analisi delle acque circostanti che hanno dimostrato, al contrario di quanto afferma il candidato Angelini, che non vi è alcuna fuoriuscita di materiali o liquidi dalla cassa di colmata, pertanto lo invito la prossima volta a documentare con rigore scientifico le sue affermazioni. 

Concludo augurando ad Angelini di avere la fortuna e il privilegio che ho avuto io e di poter amministrare la città natale, consigliandogli nel frattempo di dedicare le sue energie a farsi conoscere e a far conoscere il suo programma invece di perdere tempo con inutili attacchi al sottoscritto che, dopo oggi, non intende più replicare.

Buona fortuna.

 


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