FERMO – “All’inizio della settimana, un quarantenne del litorale fermano si è recato in Questura dove ha presentato una querela perché aveva ricevuto alcune bollette dal gestore di un servizio di telefonia fissa relative ad utenze che non aveva in uso”.

Così la Questura di Fermo in una nota stampa diffusa il 22 gennaio: “In sede di denuncia ha riferito di essere stato addirittura contattato da una agenzia che si occupa del recupero dei crediti per il gestore di telefonia che gli aveva sollecitato il pagamento delle fatture insolute prima di procedere per le vie legali”.

“Ma non solo – aggiungono dalla Questura  – Preoccupato per quanto gli era stato comunicato, aveva ulteriormente scoperto che a suo nome era stata attivata da ignoti anche un’utenza di telefonia mobile. Con l’aiuto del personale della Polizia di Stato si è ricordato che circa un anno fa, in occasione di una transazione commerciale, aveva consegnato alla controparte copia del proprio documento di identità e del codice fiscale”.

Dalla Questura proseguono: “Certamente i delinquenti, che avevano attivato le utenze a suo nome, avevano utilizzato quelle copie di documenti per intestargli le fatture. Gli immediati accertamenti svolti dagli operatori della Questura, hanno consentito, in pochi giorni di individuare e denunciare all’Autorità Giudiziaria i responsabili dei reati di truffa e sostituzione di persona, due giovani residenti nel capoluogo marchigiano, già noti alle Forze dell’ordine, oltre a far disattivare le utenze illegittime”.

I funzionari concludono: “Al fine di tentare di scongiurare tali attività criminali, la Polizia di Stato ha consigliato al denunciante, nel caso avesse in futuro consegnato ulteriori copie dei propri documenti, di scrivere chiaramente a penna sulla copia degli stessi, sia la data di consegna che la motivazione della transazione in atto, in modo da renderne più difficile l’impiego per scopi illeciti”.

 


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