SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ambiente e spazi verdi, lungomare e stadio, un gruppo di professionisti “dell’urbanistica, architetti e imprenditori”, ma anche porte chiuse ad eventuali accordi con partiti e coalizione di partiti (restano aperte invece per ingressi singoli, anche di iscritti ai partiti, ma come “civici”). Antonio Spazzafumo, candidato sindaco per la lista “Libera” alle elezioni di San Benedetto, fa il punto sul tema dell’Urbanistica.

“Sto collaborando con professionisti architetti, ingegneri ma anche con operatori economici della città per arrivare ad una visione d’assieme. Con mia sorpresa le idee dei vari gruppi partecipanti al tavolo portano alle stesse conclusioni, che sono anche le mie: una città verde, una smart city. San Benedetto ha il più elevato consumo del suolo della Regione Marche, è doveroso ridurne i consumi riutilizzando semmai le aree già edificate: penso alla ex Birra Forst o all’ex area Sgattoni, ad esempio. Dobbiamo imparare dai cambiamenti climatici e dal lockdown: qualsiasi spazio all’aperto è utile perché ci consente di incontrarci” spiega. Senza fare però i nomi dei professionisti che stanno collaborando con lui: “Per il momento non li dico anche a tutela della loro privacy, quando vorranno ci sarà occasione col loro consenso”.

Spazzafumo esclude categoricamente che le imprese di cui è socio lavoreranno per il Comune in caso di sua elezione: “Ovviamente non sono tanto sciocco, e i lavori non ci mancano. Anzi, conosco aziende sviluppate a livello tecnologico e sarà importante che interagiscano col Comune. Prima le partite Iva che sono a San Benedetto”. Ma con un occhio alla città territorio: “E’ necessario ragionare in una dimensione più estesa, a partire dalle aree industriali di Acquaviva e Centobuchi e alla distribuzione dei servizi, per un ritorno di qualità dei servizi sia per i sambenedettesi che per i cittadini dei comuni limitrofi”.

“I cambiamenti che proporremo saranno epocali, anche se necessari” aggiunge, ricordando che è in fase di distribuzione un questionario per conoscere, direttamente dai cittadini, quali siano i problemi di San Benedetto.

Gli chiediamo, dunque, le sue idee sulla fruizione del lungomare, del quale al momento si stanno svolgendo lavori di riqualificazione senza, però, modificarne la fruizione.

“Stiamo pensando delle cose interessanti, la nostra idea è diversa dall’attuale. E’ un’idea anche degli operatori economici, che sono molto giovani e hanno una idea di città del futuro”. Mentre un altro tema all’ordine del giorno è quello dello stadio, col presidente Serafino che potrebbe chiederne la gestione a 90 anni e insediamenti commerciali a favore della Samb: “Il futuro degli stadi di calcio è quello di essere gestiti direttamente dalle società: parlo di quelli del River Plate, Boca Juniors, Madrid, che ho avuto modo di visitare. Non conosco i dettagli del progetto, sicuramente bisogna fare in modo che gli stadi diventino un luogo capace di creare redditività e attrarre i tifosi ma non solo. Se Serafino chiede 90 anni, significa che starà pensando ad investimenti importanti, come quelli che ha già fatto”.

Dovremo modificare le abitudini dei sambenedettesi, come quando si pedonalizzò Piazza Giorgini col sindaco Gregori: ci furono proteste, ma fu una decisione sacrosanta” continua.

Di fronte alle eventuali avances del Pd per una unione elettorale, Spazzafumo commenta: “Nessuno mi ha contattato. Non escludo che alcune questioni come quelle ambientali possano interessare anche sensibilità diverse. Ma la nostra idea è di lavorare con i civici, con le persone che hanno voglia di cambiare San Benedetto: che questa persona venga dal Pd, da Fratelli d’Italia o da Forza Italia non cambia, se ha un bagaglio di conoscenze utili per cambiare San Benedetto. Si chiede però di lasciare fuori dalla porta le ideologie, a me servono i contenuti. Non sono qui per fare accordi politici ma vorrei cambiare San Benedetto, altrimenti non mi interessa entrare in logiche politiche. Faccio presente che anche i tesserati politici che fanno parte di Libera non portano un punto di vista politico. Ricordo poi che Fabio Urbinati come De Vecchis o Gabrielli poteva rivendicare una candidatura a sindaco, ma nessuno ha fatto di queste richieste”.

“Invito anzi la stampa a verificare se le promesse elettorali di tutti i candidati siano realizzabili o meno, negli anni si sono sentite promesse strabilianti finite poi subito nel cestino” conclude.


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