DIRITTI AL PUNTO – UNA RUBRICA DELL’AVVOCATO ANDREA BROGLIA

Sono tante le applicazioni che permettono di effettuare la registrazione di una chiamata, sia in entrata sia in uscita, ma è legale? Si.

Registrare una chiamata è legale, che ci sia o meno il consenso dell’altra persona, e chi lo fa non corre alcun rischio, né penale né amministrativo, sempre se ha preso parte alla telefonata.

Tuttavia, se registrare una chiamata è perfettamente legale, è invece vietato rilevare e/o diffondere la registrazione con ogni mezzo e portarla a conoscenza di terze persone non coinvolte nella conversazione, a meno che non ci sia il consenso della persone interessata.
Non si può quindi far ascoltare l’audio a terzi ne tantomeno si può pubblicare il file su internet o su un social network.
Chi lo fa viola l’articolo 615 bis del Codice Penale che prevede la reclusione da 6 mesi a 4 anni.

A questa regola c’è un’eccezione: è lecito far ascoltare la conversazione alle Forze dell’Ordine e al Giudice quando ciò serva come elemento di prova in un processo ovvero quando questa è necessaria ad esercitare il proprio diritto di difesa, ma solo per il tempo necessario a tale fine e limitatamente alle parti di conversazione necessarie a provare il fatto.

Se avete domande, curiosità o quesiti di natura giuridica commentate l’articolo, qui o sui social o scrivete a info@rivieraoggi.it, specificando nell’oggetto della mail “Diritti al Punto” e l’avvocato Broglia vi risponderà


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