TERAMO – “La Polizia Postale arresta in flagranza un uomo di 43 anni della provincia di Teramo, disoccupato, trovato in possesso di un ingente materiale pedopornografico“.

Così la Questura di Teramo in un comunicato stampa diffuso il 19 gennaio:L’arresto, operato da personale del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni Abruzzo di Pescara e dalla Sezione di Teramo, è stato effettuato all’esito della perquisizione eseguita a carico dell’uomo, su delega della Procura della Repubblica di L’Aquila, durante la quale gli operatori di polizia hanno sequestrato una notevole quantità di dispositivi informatici tra Pc, Tablet e Chiavette Usb”.

“L’arrestato nascondeva il materiale pedopornografico all’interno di spazi in cloud a lui intestati, individuati dai poliziotti grazie ad una approfondita ricerca virtuale condotta durante la perquisizione informatica, che ha consentito di mettere in evidenza più di 400 files ritraenti minori intenti in atti auto erotici o partecipanti a rapporti sessuali, anche di gruppo” si legge nella nota stampa.

Dalla Questura proseguono: “Le indagini della Polizia Postale di Pescara sono originate da una segnalazione del circuito internazionale di cooperazione in materia di contrasto allo sfruttamento dei minori online, grazie a cui la Postale dialoga quotidianamente a livello centrale con enti esteri e associazioni non governative. Tale forma di partnership fornisce un contributo fondamentale per l’efficace azione di contrasto agli abusi primari nei confronti di minori, nonché alla divulgazione e distribuzione del materiale illecito in rete”.

“In particolare, già la semplice detenzione è considerata dall’ordinamento penale italiano un delitto contro la libertà individuale cui è posta particolare attenzione. L’ultimo comma dell’art. 600-quater del codice penale, che punisce chiunque si procura o detiene materiale pornografico realizzato utilizzando minori degli anni 18, prevede un aumento di pena qualora il materiale detenuto sia di ingente quantità – concludono dalla Questura teramana – Le indagini proseguono sulle analisi di tutto il materiale informatico sequestrato sia per identificare le giovanissime vittime sia per identificare gli altri pedofili coinvolti nelle violenze sessuali”.


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