SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Non la partita decisiva, ma la partita della verità. Al Riviera delle Palme domani è di scena il Padova, formazione accreditata, alla pari del Perugia, per la vittoria del campionato senza passare dal primo posto, anche se la classifica in testa è molto corta e al momento sia umbri che veneti sono nelle prime posizioni ma in buona compagnia.

Rossoblu che però dovranno per forza di cose modificare l’assetto che ha ben figurato nella trasferta vittoriosa contro la Feralpisalò, ovvero il doppio trequartista per consentire a Botta di giocare a ridosso della porta avversaria. Non sarà sicuramente della partita infatti Bacio Terracino, che ha un leggero risentimento e non sarà rischiato, mentre rischia di saltare l’incontro proprio l’attesissimo Ruben Botta, toccato duro più volte a Salò. Soltanto il referto medico dirà se l’argentino sarà della gara: e probabilmente l’ultima parola sarà data dalla rifinitura di domenica mattina.

“So quanto è importante Botta – spiega l’allenatore della Samb, mister Mauro Zironelli – Ma ci attendono molti incontri, ben 8 a febbraio, e Botta non sarà rischiato se i medici non daranno parere pienamente favorevole. Io faccio l’allenatore e per le condizioni fisiche dei calciatori mi attengo a quello che dicono gli specialisti”.

Assenti anche D’Angelo e Goicoechea, l’assetto tattico potrebbe risentirne: sicuramente non si giocherà col 3-4-2-1 e la Samb potrebbe scendere in campo con il 3-5-2 classico, con Rocchi e De Ciancio pronti all’ingresso: “Riguardo Botta, a me interessa che giochi vicino alla porta perché ogni due occasioni una la trasforma in gol. Durante la pausa abbiamo lavorato a questo, e anche a farlo giocare di più con uno o due tocchi, come avete visto nell’assist per Lescano. Così può tornare meno a centrocampo a prendere palla ed è più lucido. Ma lui lo fa per grande generosità verso i compagni, come con Masini”.

“La partita col Padova è importante e ci darà la misura del nostro valore, loro hanno calciatori che hanno giocato in Serie A e B, anche se la vittoria contro la Feralpi non va sottovalutata – continua – Avremo delle assenze ma anche loro hanno tre giocatori fermi per Covid, anche se non sappiamo chi. Questo fa parte del calcio, come gli infortuni per contrasti di gioco. Vero che un calciatore come Botta va tutelato anche per lo spettacolo, ma a volte si incontrano arbitri un po’ all’inglese che sorvolano sui contrasti più duri. Bisogna accettarlo. Se non ci sarà Botta, chiunque prenderà il suo posto saprà fare la sua parte”.

Riguardo eventuali arrivi, primo fra tutti quello di Schelotto, l’ex allenatore del Mestre sottolinea: “Ne parlo col presidente Serafino e col direttore Gianni Improta, sappiamo quali sono le lacune da colmare eventualmente sulle corsie esterne e Schelotto andrebbe a coprire quel ruolo. Ma gli arrivi dipendono dalle decisioni della società”.

Inevitabile tornare alle dichiarazioni di Zironelli successive alla vittoria contro la Feralpisalò: “Non ho nessun rancore verso la stampa, era un modo per caricare la squadra in vista dell’impegno, avevo fatto lo stesso discorso ai calciatori il giorno prima della partita. Avevo detto loro di chiudere i giornali e se ci fosse stato qualcuno distratto dalle voci di mercato, avrebbe fatto bene a dirlo e a tirarsi fuori. Nessuno lo ha fatto, tutti hanno dimostrato di tenerci a questo ambiente e hanno rispettato la maglia. Un allenatore deve trovare, di partita in partita, elementi anche psicologici per tenere i propri uomini sul pezzo. Poi la stampa fa il suo lavoro, e noi il nostro”.

Sull’allontanamento di Fusco e Colantuono, Zironelli afferma: “Io li ringrazio per quello che hanno fatto con me e per me: sono arrivato a San Benedetto da solo e non è mai facile, loro mi hanno dato subito i consigli migliori. C’era un bel rapporto con entrambi, non entro poi nelle decisioni della società che fa le sue scelte. Ma qui ho conosciuto soltanto brave persone, c’è un bell’ambiente e anche la squadra, nonostante la presenza di tanti argentini tra gli italiani, si sta cementando. Devo dire tuttavia che non è detto che i calciatori devono essere per forza grandi amici fuori dal campo, ho vinto campionato con calciatori che tra di loro neanche si parlavano, ma nel prato di gioco trovavano poi l’affiatamento giusto”.


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