SAN BENEDETTO DEL TRONTO – In attesa del big match di domenica pomeriggio, che vedrà di fronte al Riviera la Sambenedettese ed il Padova, Facundo Lescano fa il punto del campionato. L’attaccante argentino è andato a segno fino ad ora 4 volte in campionato, con scalpi eccellenti come Triestina e Feralpi Salò.

Arrivato un po’ in sordina nonostante le 11 reti della scorsa stagione, si sta dimostrando un elemento affidabile e prezioso.

All’inizio ha faticato, anche per il poco spazio a disposizione. “Sì, all’inizio del campionato non ho avuto molte chances. Entravo per pochi minuti, non è stato facile. Con l’arrivo di Zironelli sono stato chiamato in causa più volte e mi è capitato di fare gol dalla panchina”.

Ad un certo punto della stagione, infatti sembrava più efficace a partita in corso. Mentre negli ultimi match ha dimostrato di essere pericoloso anche giocando titolare. “Tutti vogliono giocare ed è più semplice per un attaccante segnare se si hanno tanti minuti a disposizione. Anche se poi titolare o meno, l’obiettivo resta comunque sempre lo stesso: aiutare la squadra e fare gol“.

Il gol più importante forse è stato quello di Trieste: “Sicuramente, era una partita difficile, sotto il diluvio e contro un grande avversario. E l’esultanza ha dimostrato quanto questo gruppo sia unito fin dall’inizio“.

Il tuo gol in rovesciata è stato nominato gol del girone di andata: “I gol sono tutti uguali, belli o brutti valgono sempre. Poi ovvio che un bel gesto dia più soddisfazione”.

Riguardo al modulo, come si trova meglio? “L’anno scorso nel Sicula Leonzio giocavo in un 3-5-2, quindi non ho problemi con un altro compagno di reparto. I movimenti sono diversi rispetto a quando si gioca con due trequartisti alle spalle dell’unica punta, ma mi trovo bene in entrambi i casi”.

Zironelli sta ruotando gli attaccanti, sia tra una partita e l’altra sia nel corso del match. Lo vedi come un limite o un vantaggio? “Il mister adotta questa strategia perché effettivamente lì davanti il livello è alto, sia numericamente che qualitativamente. Le partite sono tante, anche infrasettimanali. Noi dobbiamo solo pensare a lavorare, per il gruppo, per la società ed essere a disposizione. E l’allenatore fa le scelte”.

Partita importante domenica contro il Padova: “Sarà una partita difficile. Incontriamo la squadra che fin dall’inizio era accreditata come sicura protagonista del campionato insieme al Perugia, oltre ad aver speso più di tutte sul mercato. Noi abbiamo dimostrato di esserci nelle partite importanti, vogliamo dare continuità ai risultati. La classifica è corta, giochiamo in casa, dobbiamo approfittarne. Giocare senza pubblico pesa, soprattutto sapendo che qui c’è grande supporto ed attaccamento alla squadra”.

Qualche anno fa era già stato vicino alla Samb, ma poi non se ne fece nulla. “Sì, è vero. Ero più giovane, mi chiamò il Parma appena promosso in B, feci altre scelte. Poi quest’anno è cambiata la proprietà a San Benedetto. E’ stato un aspetto decisivo. Il Presidente mi ha voluto fortemente, me lo ha fatto capire più volte. Ci sono i fatti e ci sono le chiacchiere. Il Presidente Serafino ha fatto i fatti. Il progetto è ambizioso, cercavo qualcosa del genere, stavolta non ho esitato”.

Senza pubblico allo stadio. Magari però c’è meno pressione: “Proprio qualche giorno fa mi hanno mandato un video di un Sambenedettese-Parma, lo stadio era strapieno. Chi è rimasto dell’anno scorso mi ha detto che la squadra viene seguita ovunque. Giocare col pubblico è solo uno stimolo in più. Purtroppo dobbiamo adattarci alla situazione attuale. Ma sono convinto che in alcune partite qui al Riviera, se ci fosse stata gente allo stadio le cose sarebbero andate diversamente. Magari avremmo 3-4 punti in più“.

 

 

 


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