Per quanto riguarda la questione App Smart4You, Nbs Srl e sicurezza dei dati sensibili, leggere qui

GROTTAMMARE – Parte lo screening per i Comuni di Grottammare, Cupra Marittima e Massignano: da venerdì 15 a domenica 17 gennaio saranno attivi dei punti per i tamponi rapidi nella palestra della scuola media Leopardi (tre postazioni), nel centro di Grottammare, e nella palestra dell‘istituto Fazzini (cinque postazioni, scelta presa perché, nonostante si trovi più lontana da Cupra e Massignano, gode di un ampio parcheggio). Per accedere allo screening alla scuola Leopardi sarà consentito invece il parcheggio nel Parco della Madonnina.

A supporto delle operazioni di screening anche i gruppi della Protezione Civile di Grottammare, Cupra e Massignano, i quali hanno messo a disposizione un numero di telefono, attivo 24 ore su 24,  per chi volesse avere informazioni in merito allo screening: 3295393305

“Uno sforzo enorme, nostro ma anche da parte della Regione e dell’Area Vasta 5 che sta affrontando la campagna vaccinale – spiega il sindaco Enrico Piergallini, supportato dai colleghi Alessio Piersimoni di Cupra e Massimo Romani di Massignano – Oltre che per tutti gli operatori”. Tutti la descrivono come una prova anche in vista della campagna vaccinale.

Piersimoni ha aggiunto: “Certo, avrei preferito che lo screening si potesse svolgere a Cupra per i cittadini cuprensi, ma considerato lo sforzo di tutti e per evitare di creare problemi, chiedo questo sacrificio ai cittadini, ovvero di recarsi nella vicina Grottammare”. Da parte sua Massimo Romani aggiunge: “Al momento la situazione nel mio piccolo comune è sotto controllo, ma sappiamo che lo screening è una fotografia istantanea che non deve portarci ad abbassare la guardia, perché le cose potrebbero cambiare”.

Per accedere all’esame sarà necessario registrarsi con la App Smart4You (sulla quale riferiamo a parte assieme alla relazione di Sandro Novelli della Nbs Srl), attraverso un Qr code. Ma anche in caso di mancata registrazione informatica, che serve soprattutto per evitare assembramenti e disciplinare gli arrivi, si potrà eseguire il tampone presentandosi nei due punti di screening citati.

Nella mattina del 14 gennaio in tutti i comuni piceni dell’Area Vasta si contavano 5.756 prenotazioni, quasi 1700 a Grottammare e oltre 100 a Massignano. Rispetto alle precedenti prove, come ad esempio a San Benedetto, i negativi non riceveranno alcun messaggio che sarà riservato soltanto a coloro che hanno avuto un responso del tamp0ne positivo. Questi saranno invitati, se trovati positivi al mattino, a recarsi nel luogo dove hanno effettuato il tampone per essere sottoposti ad un esame di accertamento; se invece era pomeriggio, dovranno andare il giorno successivo al PalaSport di San Benedetto.

L’App Smart4You, tramite il Qr Code, sarà invece accessibile soltanto per 24 ore, dopo di che non sarà possibile rientrarvi (novità rispetto a quanto esposto fino ad oggi, ne riferiamo a parte).

Abbiamo fatto riferimento alla situazione di Fermo, dove, prima di Natale, è stato eseguito lo screening tuttavia in questi giorni l’infezione corre tanto da arrivare alla saturazione di tutti i posti letto. Esiste infatti una quota di negativi che sono in realtà positivi ma non vengono rilevati dall’esame rapido. Situazione che porta i cittadini ad allentare le misure di distanziamento con conseguente proliferazione dell’infezione. Come ha fatto notare di recente anche il consulente del ministro della Salute Walter Ricciardi in merito al Veneto, dove fino a poco fa la circolazione del Covid-19 era relativamente sotto controllo e dove adesso si ritrova ad essere la regione con il maggior numero di contagi.

“Non bisogna assolutamente allentare le misure di distanziamento – conferma il direttore dell’Area Vasta 5 Cesare Milani – Il nostro obiettivo è di intercettare i positivi asintomatici. Anche i tamponi molecolari hanno un 15-20% di false negatività, con i tamponi rapidi la percentuale aumenta. Dobbiamo dunque restare attenti”.

La direttrice sanitaria Maria Teresa Nespeca conferma: “La percentuale di errore è difficile da definire: dipende dalla fase dell’infezione, dagli operatori che effettuano l’esame. Lo screening ha valore se viene eseguito da una percentuale alta della popolazione”.

Aggiungiamo noi: in poco tempo e da tutta la popolazione: a San Benedetto, dove è stato un successo, ha superato il 30% degli aventi diritto: oltre il 60% è rimasto fuori. Mentre lo “screening marchigiano“, più giustamente pubblicizzato dai manifesti grottammaresi come “Tampone gratuito“, si dilunga per oltre un mese, con risultati incerti. Ma qualcuno in Regione l’ha voluto fare lo stesso anche se proprio l’avvio dello screening è corrisposto con una ripresa della circolazione del covid-19 in maniera massiccia nella nostra regione (un caso, ovviamente). Ma, come dice Nespeca, “questo è uno screening di prevalenza, anche individuare un solo positivo è un successo”. Questioni di risorse ed efficienza, come sempre, in una Regione che da mesi individua ogni giorno centinaia di positivi e che nei momenti più acuti dell’infezione – come ad ottobre e novembre nel Piceno – fatica a garantire il tracciamento dei contatti.

“Bloccare i positivi ci darebbe respiro – continua la direttrice Nespeca – Dobbiamo andare avanti contemporaneamente con tracciamento e screening. Con le vaccinazioni non potremo avere i numeri dello screening perché è necessario un tempo di sorveglianza dopo la somministrazione della dose, ma ci lavoreremo giorno e notte”.

Ovviamente coinvolte anche le due scuole, con l’apporto delle due dirigenti Sabrina Vallesi per l’Iss Fazzini-Mercantin e Luigina Silvestri, la quale sottolinea come sia importante che “non ci sia in contatto tra gli alunni e il personale, tutti in classe in presenza, e i cittadini che si recheranno ad effettuare lo screening”.

 

 

 

 

 


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