SAN BENEDETTO DEL TRONTO – In merito alla bocciatura di nuovi corsi all’Ipsia di San Benedetto da parte della Regione Marche, interviene il sindaco di San Benedetto Pasqualino Piunti. Qui l’articolo con la nota di Stefano Novelli e Maria Rita Morganti. 

Il sindaco in pratica incolpa la Provincia di Ascoli e l’Ufficio Scolastico Provinciale, che in un primo tempo avevano respinto le richieste della dirigente dell’Ipsia, per la bocciatura operata dalla giunta regionale. Un modo abbastanza originale per distribuire oneri e onori. Fatto sta che ci si attende al più presto un ripensamento della giunta regionale come anticipato proprio da Piunti al termine del comunicato. Sarebbe stato meglio, più che un ri-pensamento, un pensamento anticipato, e su questo il sindaco glissa, concentrandosi invece su quanto avvenuto precedentemente ad Ascoli che pare non avere molte attinenze con la decisione della giunta Acquaroli (ndd).

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E’ incredibile la disinvoltura con cui i consiglieri provinciali Novelli e Morganti cercano di stravolgere i fatti. Se non fosse stato per l’intervento del sottoscritto e della consigliera comunale e provinciale Mariadele Girolami, la Provincia non avrebbe accolto le richieste formulate dall’Ipsia “Guastaferro” di istituire i corsi di “Meccanica, meccatronica ed energia- articolazione energia” e di “Elettronica ed elettrotecnica – articolazione automazione” di cui ha proposto l’istituzione. 

Nella prima stesura del piano provinciale infatti la richiesta non era stata accolta. Appena avuta notizia della volontà dell’Amministrazione provinciale di respingere tutte le richieste dell’istituto sambenedettese, ci siamo attivati sia presso il Presidente Fabiani sia nei confronti dei due consiglieri provinciali con delega alla rete scolastica che sono appunto Maria Rita Morganti e Stefano Novelli

La consigliera Girolami ha promosso un incontro tra la dirigente dell’Ipsia, professoressa Marina Marziali, che non ha mancato di manifestarci la sua gratitudine per l’azione svolta durante tutta questa vicenda, e l’Amministrazione provinciale stessa affinché potessero essere illustrate le proposte e la loro importanza per la qualità dell’offerta formativa della città di San Benedetto.

Durante questo incontro la consigliera Girolami ha rinnovato la richiesta  al Presidente Fabiani e ai due consiglieri di istituire una commissione composta da rappresentanti di maggioranza e minoranza del Consiglio provinciale che potesse offrire un contributo condiviso sul tema della rete scolastica. Il presidente Fabiani ha prima accolto la proposta, poi ha cambiato idea e la delibera è andata direttamente in Consiglio senza una preventiva condivisione.

Che l’atto mettesse in imbarazzo anche la maggioranza, lo si è capito quando lo stesso è stato emendato per inserire i due corsi proposti dall’Ipsia “Guastaferro” proprio su proposta della maggioranza stessa che ha così cercato di rovesciare a suo favore la clamorosa esclusione disposta in un primo momento. Questo voltafaccia è stato fatto mettere a verbale dalla consigliera Girolami e quindi è verificabile da chiunque.

Purtroppo non conosciamo il contenuto della lettera di trasmissione della delibera della provincia: la consigliera Girolami ne ha chiesto copia direttamente al presidente Fabiani senza avere alcuna risposta. Non ha avuto alcun esito neppure il tentativo di Girolami di contattare la collega Morganti.

E’ dunque legittimo il sospetto che, alla base della decisione della Giunta regionale di escludere i corsi proposti dall’Ipsia, vi sia un atteggiamento “equivoco” manifestato dall’Amministrazione provinciale. Ma su questo ci saranno ulteriori approfondimenti.

In ogni caso, abbiamo già preso contatti con gli amministratori regionali che hanno già assicurato il loro interessamento alla questione e presto ci sarà un confronto diretto con loro.

Non è accettabile che una questione vitale per lo sviluppo di un territorio come la programmazione della rete scolastica e la sua offerta formativa sia diventata strumento di battaglia politica: la maggioranza che guida la Provincia ha anteposto gli interessi di bottega a quelli della comunità e soprattutto dei nostri ragazzi.

Per questo non ci fermeremo fino a quando non sarà riconosciuto il diritto della città di San Benedetto di vedere arricchito il ventaglio delle proposte didattiche delle sue scuole, soprattutto in settori fortemente vocati all’innovazione come quelli su cui intende lavorare l’Ipsia.


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