MONTEGRANARO – Malvivente assicurato alla giustizia, in questi giorni.

I Carabinieri della Stazione di Montegranaro, nel corso della mattinata del 5 gennaio, coadiuvati nella fase esecutiva dai Carabinieri dai Carabinieri della Stazione di Monte San Giusto hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Macerata, traendo in arresto un operaio 25enne di origine somala, residente in Monte San Giusto, accusato di rapina e violenza sessuale.

Dal Comando Provinciale di Fermo raccontano, in una nota stampa diffusa oggi:L’uomo, si era reso responsabile, la sera del 5 ottobre scorso, dei reati contestati, perpetrati ai danni di una connazionale 24enne, conosciuta a Falconara Marittima. La stessa sera, dopo i primi convenevoli, l’uomo riuscì a convincere la giovane a seguirlo, portandola dapprima in un appartamento in Sant’Elpidio a Mare, dove tentò un approccio a scopo sessuale. Dopo l’insistente rifiuto della donna, l’uomo si offrì di riaccompagnarla a casa ma tentò nuovamente un approccio, dopo essersi appartato in auto nella periferia di Montegranaro, dove la palpeggiò in modo insistente e violento, vedendosi nuovamente respinto dalla vittima”.

Dall’Arma proseguono: “A quel punto, l’uomo passò alle vie di fatto e oltre a percuoterla, le sottrasse il telefono cellulare. Fortunatamente, la vittima riuscì a scendere dall’abitacolo e chiedere aiuto, mentre l’autore, a quel punto, spaventatosi per l’avvicinarsi di alcune persone presente nei paraggi, si diede a frettolosa fuga.  La donna, subito soccorsa dall’arrivo di una pattuglia dei Carabinieri, venne poi visitata e medicata presso il Pronto Soccorso dell’ospedale di Fermo dove fu giudicata guaribile in 8 giorni per le lesioni riportate agli arti superiori e inferiori e per una contusione allo sterno”.

“Le indagini svolte dai Carabinieri di Montegranaro, sulla base del racconto e della descrizione fornita dalla vittima, dall’escussione dei testimoni e dalla visione dei sistemi di videosorveglianza, hanno portato a identificare e deferire il responsabile, richiedendo e ottenendo dalla competente autorità giudiziaria l’emissione dell’ordinanza oggi eseguita, nel corso della quale i militari hanno anche rinvenuto e recuperato il telefono cellulare asportato – concludono dal Comando fermano – L’uomo, al termine delle formalità di rito, è stato riaccompagnato presso la sua dimora, dove dovrà permanere in regime di arresti domiciliari”.


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