SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La vicenda che andiamo a raccontare non ha avuto, fortunatamente, conseguenze sui protagonisti: “Ma voglio sapere, senza polemica ma con la volontà di capire se quel che è successo a mio figlio sia normale e previsto dai protocolli o meno. Per evitare, nel caso, che la cosa si possa ripetere”.

A parlare è un padre di famiglia che ha contattato Riviera Oggi. Lo scorso 7 dicembre ha avuto il piacere di diventare padre per la seconda volta, con la nascita di un bel maschietto, evento avvenuto all’ospedale “Madonna del Soccorso” di San Benedetto. Dopo pochi giorni, come consuetudine, sia il bimbo che la mamma vengono dimessi dall’ospedale: siamo al 10 dicembre.

Due giorni dopo, però, sia la mamma che il neonato sono stati ricontattati dai dottori del reparto perché gli esami hanno rivelato un principio di itterizia nel bambino: “Ci è stato detto di andare al Pronto Soccorso e da lì saremmo andati nel reparto di Neonatalogia per le cure del caso. Così il 12 dicembre, dopo mezz’ora dalla telefonata ricevuta, ci siamo recati al Pronto Soccorso dove ci aspettavano. Il biglietto del parcheggio segnava le ore 13.07″.

A questo punto, a fronte di un ricovero per un fatto abbastanza ordinario nei neonati, subentra la questione Covid-19. Il padre non può accompagnare moglie e bambino in ospedale e entrambi – bimbo di 5 giorni di vita compreso – vengono trattenuti al Pronto Soccorso in attesa di effettuare il fatidico tampone, il cui esito, se negativo, consente l’entrata in ospedale.

“Mia moglie e mio figlio sono rimasti per 5 ore in una piccola stanza, con una sola bottiglietta d’acqua. A mio figlio hanno eseguito il tampone alle 14, a mia moglie molto più tardi, senza avere certezza di quando glielo avrebbero fatto. Mi chiedo se sia normale che un bambino di cinque giorni di vita, uscito dall’ospedale due giorni prima e in stato negativo, debba subire un esame per il Covid-19 con un tampone nel naso e attendere il responso per cinque ore in un Pronto Soccorso“.

“C’è da cambiare qualcosa almeno per quanto riguarda i neonati? O è tutto corretto così? Non so se intraprenderò un’azione legale, quello che voglio sapere è se tutto questo è normale”, conclude.


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