SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ho conosciuto Andrea Traini quando era presidente del quartiere Agraria, soprattutto nel periodo delle contestazioni in merito alla possibile realizzazione nel quartiere della centrale di stoccaggio gas. Andrea era il classico bravo ragazzo, e ho nutrito anche delle speranze su di lui quando ha deciso di candidarsi consigliere a San Benedetto, è stato eletto e poi è stato nominato assessore. Un bravo ragazzo, pensavo, è sempre cosa buona averlo nelle stanze dove si prendono le decisioni.

Dopo quattro anni sembra che l’assessore al Bilancio Andrea Traini non voglia più coprire, per gli ultimi sei mesi rimasti, l’incarico dei precedenti 53 mesi. Sono scelte. Mercoledì ad esempio non ha partecipato all’accesissima commissione Bilancio.

Abbiamo tante domande per l’ex assessore Andrea Traini. Per lui, come per il sindaco Piunti, che da oltre un anno rifiuta un incontro con la nostra testata a favor di videocamera; e – certo – per tutti gli altri assessori della giunta Piunti.

Una intervista che servirà per capire se Andrea Traini è ancora quel bravo ragazzo, o piuttosto se alcune frequentazioni lo abbiano incanalato in una corsia meno piacevole della politica cittadina.

Perché dimettersi a pochi mesi dalla fine del mandato, dopo anni di appiattimento acritico e, anzi, di difesa dell’indifendibile per convincere i consiglieri di maggioranza più ingenui della correttezza delle decisioni giunta, no, non ci sembrano più da bravo ragazzo.

Eppure Andrea Traini, rispondendo alle nostre domande – sempre a favor di videocamera – avrebbe l’occasione per far entrare una impetuosa corrente di verità in Viale De Gasperi 124 e, chissà, cambiare le sorti della città negli anni a venire. Se è ancora quel bravo ragazzo.


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