Di seguito il “dettato” scritto in diretta della Commissione Bilancio del Comune di San Benedetto che si è svolta questa sera alle ore 18, 16 dicembre

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Questione Centro Agroalimentare Piceno che irrompe anche nella Commissione Bilancio, dopo la lettera scritta dal Consiglio di Amministrazione ai consiglieri comunali in merito alla decisione della Corte dei Conti di sanzionare lo stesso Caap per irregolarità di bilancio, contestate però dal Consiglio di Amministrazione.

Centro Agroalimentare, CdA all’attacco del Collegio Sindacale. E spunta un dossier su gestione Senesi

Il dirigente del settore Finanze del Comune di San Benedetto, Antonio Rosati, ha illustrato i dati del bilancio consolidato, comprendente dunque non soltanto il Comune ma anche le società partecipate. Punto che poi sarà discusso nel Consiglio Comunale di venerdì prossimo.

“Ha senso mantenere tutte le partecipate – dice Rosati – E anche sul Caap non ci pronunciamo, nonostante le polemiche, vediamo che la situazione economica è migliorata di molto, quindi l’Amministrazione Comunale può vigilare e prestare attenzione alle varie opportunità”.

Maria Grazia Villa, responsabile del procedimento, ha detto “che il Consiglio comunale si è già espresso sul fatto che il Centro Agroalimentare si occupasse di attività proprie. I revisori dei conti ci hanno dato delle indicazioni di monitorare alcune situazioni non da ultimo a causa del Covid-19 che potrebbe aver danneggiato l’attività economica. Circa un mese fa abbiamo richiesto alla partecipata se c’erano dei piani di risanamento o comunque di informarci del monitoraggio in corso. Il Caap ha presentato per 4 anni su 5 una perdita notevole, anche se nell’ultimo bilancio, pur con un margine esiguo di utile, presentava un margine di utile esiguo. Da un punto di vista finanziario occorreva tenere sott’occhio la situazione e anche se non siamo l’unico socio pubblico del Caap e non abbiamo la maggioranza assoluta, abbiamo una influenza dominante: siamo l’unico socio pubblico che partecipa alle riunioni”.

“Al momento il Centro Agroalimentare non ha ancora risposto alla mia richiesta, come invece hanno fatto Ciip, Start e le altre partecipate. Per valutare un risparmio finanziario ho proposto al Consiglio di valutare di istituire un amministratore unico” spiega la Villa.

De Vecchis: “Quindi non consideriamo la Picenambiente a controllo pubblico e con il bilancio da considerare all’interno del bilancio consolidato? Nonostante una delibera del Consiglio Comunale? Vedo che il livello sulle partecipate si sta innalzando, allora mi permetto di dire che la Picenambiente è una società a partecipazione pubblica soggetta a controllo pubblico, per il semplice fatto che a norma di statuto eleggiamo il presidente del Consiglio di Amministrazione. Più influenza di questa. Noi parliamo di un volere all’unanimità del Consiglio, che ad oggi è ente sovrano – voglio che resti a verbale – ha detto che Picenambiente è a controllo pubblico, la giunta Piunti non ha ritenuto di fare ricorso, non il Consiglio comunale, che resta in quello che la legge dice. Non siamo arrivati all’ultimo grado di giudizio. L’assessore al Bilancio Traini forse si è dimesso per questo, per questa delibera. Ci troviamo in una situazione in cui la giunta sta proponendo che la Picenambiente non è a controllo pubblico, per quale motivo non dovrebbe essere inserita nel bilancio consolidato”.

Maria Grazia Villa risponde: “Picenambiente ha ricorso al Tar proprio su quanto votato, perché quello non era il modo di definire Picenambiente a controllo pubblico. La Corte dei Conti dice che per essere a controllo pubblico ci devono essere patti parasociali e comportamenti concludenti”.

De Vecchis: “Il Consiglio Comunale è consapevole che a termini di statuto può essere definita a controllo pubblico rafforzato, perché la legge non impone che si esprima il presidente del Consiglio di Amministrazione”. Villa: “Il Tar ce le ha rigettate”. De Vecchis: “Ripeto: non è lei che ci può rispondere, altri dovrebbero, non so se è l’assessore o il sindaco che detengono questo segreto, ci devono dire perché non è stato fatto ricorso al Tar. Io ero in consiglio quando la Picenambiente è stata costituita e lo statuto lo testimonia, che è a controllo pubblico”.

Capriotti: “Picenambiente rientra nel bilancio consolidato degli altri comuni, mi pongo dei dubbi sul perché non rientri nel bilancio consolidato del Comune di San Benedetto”.

Rosaria Falco: “Io e il collega Curzi, e forse anche il consigliere regionale Giorgini, avevamo fatto una segnalazione all’Anac in merito alla precedente amministratrice della Picenambiente (Catia Talamonti), perché in conflitto di interessi essendo dirigente del Comune di San Benedetto. Per l’Anac Picenambiente era qualificata come ente di diritto privato a controllo pubblico. Il ricorso verso la sentenza del Tar era un atto dovuto, l’amministrazione doveva difendere il consiglio comunale. Il Comune di Montalto è arrivato al Consiglio di Stato sulla Picenambiente e ha vinto, non se lo poteva permettere il Comune di San Benedetto? Abbiamo quasi il 20% delle quote di Picenambiente, non è possibile che da due anni non inseriamo la Picenambiente nel bilancio. Il pubblico ha l’interesse a mantenere la situazione così come è”.

“Per quanto riguarda il Caap, dissi già in un consiglio comunale di una nostra proposta di emendamento, ma l’allora assessore non accettò. La cosa che più ci metteva in riparo, su un altro comma della legge Madia, in cui avremmo tutelato il Caap come attività rilevante per l’economia locale, e saremmo stati tutelati e dentro ai criteri della legge. Invece si è deciso di definire come attività prevalente fiere e mercati” continua la Falco, poi tornando alla Picenambiente: “Il Ciip sta nel bilancio consolidato ma non abbiamo il 20%, vorrei capire in che modo la Picenambiente si esclude perché non si conosce la natura giuridica”.

Antonio Rosati: “La Picenambiente non rientra nel Gaap, è un dettaglio tecnico non per una scelta né per mancanza di controllo pubblico. Questo non significa che noi la abbandoniamo, i bilanci li abbiamo e li verifichiamo”. Falco e De Vecchis: “Perché gli altri la mettono? Perché fino a tre anni fa la mettevamo?”

Rosati: “Non è obbligatorio escluderla, è una facoltà ammetterla. Non c’è l’obbligo non lo abbiamo”. La risposta non piace a Falco e De Vecchis: “Che delibera è, che comune è? Questo è monte briciccio! Che logica c’è, qual è l’interesse pubblico di questa esclusione? Se qualcuno me lo spiega ci posso pensare, altrimenti faccio una pregiudiziale”.

Falco: “Chi ha deciso di togliere la Picenambiente dal consolidato? Il Consiglio comunale no”.

Mandrelli: “E chi ha deciso di non ricorrere al Consiglio di Stato?”.

Rosati: “Ho spiegato perché tecnicamente la Picenambiente non è nel consolidato. Ma qui sono quattro delibere, la Picenambiente c’è dentro da capo a piedi, su ben due delibere, potete leggere gli atti”.

Piunti: “Volevo anche io sentire la relazione della dottoressa Perotti sul Caap, forse era meglio che ascoltavamo il Caap per primo. La questione emersa l’abbiamo già vissuta, ha tenuto banco per diversi anni, l’ha spiegato tecnicamente il dottor Rosati. Io ho il concetto che il controllo pubblico si esercita controllando quello che fa questa società. I bilanci li controlliamo”.

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Francesca Perotti, amministratore delegato Caap: “Vorrei specificare che sul discorso dei tre amministrazioni, la problematica è stata portata all’attenzione del CdA già nei mesi scorsi. Siamo tre e non solo uno per un discorso di competenza e per la complessità di quel che accade nel Centro Agroalimentare. Noi siamo in 3 ma in tre costiamo esattamente 33 mila euro lordi l’anno. Il costo è come se fosse per uno, questo per definire il discorso dei tre amministratori. Possiamo rinviare la documentazione. I soci anche quest’anno hanno rinominato tre sindaci e non solo uno trasformandoci in Srl, cosa di cui siamo favorevoli per ridurre i costi, anche il collegio sindacale ha subito una riduzione dei costi, da 28 mila euro a 14 mila”.

“Oggi Banca Intesa ci ha finanziato per 200 mila euro, siamo migliorati di due punti di rating. In precedenza venivano venduti gli immobili del Caap per ripianare le perdite. A nostro avviso il Caap è e deve essere un interesse strategico del Comune di San Benedetto, ci sono 90 attività e con il progetto Italmercati stiamo inserendo l’ittico nei fondi Fesr, è un motivo di orgoglio per il Comune di San Benedetto. C’è una oculatezza ferrea sui costi e sullo sviluppo, compreso fotovoltaico, cappotto del centro direzionale. Stiamo diventando molto competitivo, siamo il primo Centro Agroalimentare green con l’energia tutta autoprodotta, facendo ridurre i costi che gravano sulle imprese”.

Tonino Capriotti: “Riguardo la censura della Corte dei Conti, volevo sapere qual è la situazione delle imposte da pagare nei confronti del Comune, che è la cosa che più mi preme”.

Perotti: “Il Comune di San Benedetto non ha mai fatto favoritismi. Sono menzogne. Il Caap ha dei debiti nei confronti del Comune, prevalentemente Imu, che ha sempre avuti, stiamo pagando il 2015, il 2014, debiti regolarmente iscritti nelle passività. Abbiamo fatto un piano di rientro con il Comune per delle rate da pagare, inaspettatamente c’è arrivato l’avviso di accertamento, ma fondamentalmente la situazione in bilancio è tutta contabilizzata”.

Giaocomini presidente Caap: “Rispetto a quello che abbiamo trovato la situazione debitoria è molto migliorata” (rispetto al 2017-18, ndr).

Perotti: “La Corte dei Conti non ha bocciato il bilancio, il Corriere Adriatico come al solito prende iniziative non opportune. La stampa deve riportare le cose vere. Nel rilievo fatto dalla Corte dei Conti al bilancio della Regione Marche – ci siamo già mossi per questo – potrebbero essere stati inviati parzialmente dei documenti, ovvero soltanto la relazione dei sindaci, tra l’altro approvata a maggioranza di due su tre. Noi abbiamo smentito punto per punto le eccezioni che sono state fatte. La Corte dei Conti si è espressa a quel modo perché ha letto solo i rilievi del collegio dei revisori, chiederemo un incontro con la Corte per consegnare tutta la documentazione”.

“Abbiamo ridotto i debiti nel primo anno 400 mila euro di debito…”

Marco Tirabassi, funzionario comunale: “Confermo quanto detto da Francesca Perotti: hanno delle rateizzazioni quasi estinte. Il Caap ci ha comunicato che avrebbe provveduto al pagamento dell’Imu arretrato per oltre 2500 euro al mese. Noi abbiamo avallato questa decisione. E’ stato pagato circa 5 mila euro al mese anche se non si è riusciti a saldare tutto”

De Vecchis: “Dottoressa Perotti, questo è uno strano paese, chi è onesto viene vessato…”

Falco: “Bisognerebbe approfondire la mala gestio del passato… Questo come il Palacongressi e altre opere concepite senza grande studio, andrebbe visto il tutto in una visione strategica della città e preparati ad usufruirne. Comunque torno alla Picenambiente: chi ha deciso di non fare ricorso al Consiglio di Stato? L’ex assessore, il sindaco? Vorrei capirlo e vorrei che fosse messo a verbale perché non ho avuto risposte. Dice il sindaco che noi controlliamo, sarebbe bello un bel patto parasociale”.

Chiodi: “Questo è merito di questa amministrazione, abbiamo dato fiducia a degli amministratori che se la sono meritata. Negli ultimi anni la Regione Marche ha fatto la sua parte e ha depauperato il valore immobiliare del Caap. Credo che sia la prima volta che un consiglio di amministrazione produce un atto così ben scritto e argomentato”.

Capriotti: “Ti ricordo che gli amministratori sono stati nominati anche dalla Regione Marche…”

Piunti: “Voglio fare i complimenti al Cda del Caap, puntando sull’ittico e su Italmercati cerchiamo anche fondi europei. Vogliamo vedere se è una opportunità e la gestione credo sia da essere da esempio. Dopo una sentenza perentoria da parte del Tar l’Amministrazione Comunale ha ritenuto che ricorrere non sarebbe stato utile, a quel punto la partecipazione pubblica voleva dire controllare tecnicamente e contabilmente ma anche l’amministrazione lo fa controllando il servizio. Poi io non vedo una città alla deriva, è migliorabile, ci sono state situazioni in cui mi sono anche incazzato. Se vogliamo che la Picenambiente diventi una opportunità dobbiamo darci da fare.

Sul mantenimento delle quote del Caap ne parleremo in consiglio comunale, se vuole parlare la dottoressa Villa che è più informata”.

Villa: “Ho ripreso le parole testuali del Consiglio comunali, in una delibera proposta da Fratelli d’Italia, in cui si scriveva che il Caap svolgeva attività prevalente di Fiere e Mercati”.

De Vecchis: “Chiedo al Cda del Centro Agroalimentare per sapere se ci sono notizie sull’accertamento dei precedenti amministrazioni. Al sindaco dico che non si può confondere: siamo soci e abbiamo un contratto di servizio. Il contratto di servizio disciplina il servizio, ma essere soci vuol dire tante cose, ad esempio vigilare sui dipendenti e tante altre cose. La risposta che deve essere verbalizzata, il sindaco cosa avrebbe risposto che lui, la giunta e i consiglieri di maggioranza hanno deciso di non fare ricorso. Di solito queste cose si votano, restano nomi e cognomi e restano le responsabilità, non si danno risposte a capocchia: la giunta, il sindaco, la giunta nella seduta. Altrimenti ci troviamo di fronte a qualcuno che non si assume la sua responsabilità, a domanda precisa serve risposta precisa. Nomi e cognomi”.

Piunti: “Sei l’unico che non ha capito De Vecchis, evidentemente hai altri fini. E’ stata l’Amministrazione Comunale. Ho già risposto e non mi faccio trascinare in una polemica che dura da anni, De Vecchis altrimenti resta nella tua isola felice”.

Perotti: “Abbiamo anticipato nella relazione inviata. Abbiamo dato mandato come CdA di controllare delle voci che potevano stonare. Essendo soggetti interni a quel sistema abbiamo dato incarico ad un commercialista esterno, il dottor De Paolis, scelto fuori regione per evitare contagi e legami di qualsiasi tipo, e dalla bozza che è emersa si è evidenziato una serie di costi poco documentati, trasferte… Premesso che il periodo in esame è dal 2014 al 2017, amministrazione Senesi e Cardola. Abbiamo fatto anche altre tipi di domande, come la vendita di alcune cose… abbiamo il dovere giuridico di far emergere questa cosa se ci sono dei dubbi. Ne metteremo a conoscenza in primis dei soci e invieremo la relazione alla Corte dei Conti e alla Procura perché sono loro che devono valutare l’effettivo svolgimento di tutte le attività, dalla manutenzione ad altre spese. Noi non siamo giudici. L’ammontare non lo so, va valutato bene, parliamo sicuramente di qualche decina di migliaia di euro”.

De Vecchis: “Visto che nel collegio sindacale c’è una certa continuità e non vennero fatti rilievi, sembrerebbe che insomma ci siano tanti problemi”.

Capriotti: “Se si possono avere anticipazioni sulla Tari e sulle variazioni di bilancio”.

Rosati: “Abbiamo variazioni su storni fatti dal fondo di riserva sugli addobbi natalizi e sul risarcimento danni per incidenti sul territorio. Abbiamo avuto storni per l’emergenza Covid per buoni spesa a favore degli indigenti e delle precise scelte a supporto delle attività produttive per le quali è stata prevista una riduzione del carico Tari di 450 mila euro e poi con contributi per 250 mila euro e 50 mila euro per gli indigenti e 10 mila per potenziamento servizi sociali”.

Rosella Palestini: “Nel monitoraggio delle entrate abbiamo rilevato l’aumento dei trasferimenti da parte dello Stato a seguito del Covid e poi una diminuzione dei parcheggi a pagamento per 100 mila euro e entrate dalla piscina comunale per 87.500 euro. Sono arrivati contributi dalla Regione Marche per circa 69 mila euro e ulteriori fondi per 240 mila euro e 225 per l’ambito sociale per la lotta alla povertà. Contabilizzato 50 mila euro per i danni subiti dagli immobili comunali per i danni del comunale.

Per quanto riguarda le spese oltre alle risorse destinate al trasporto scolastico e assistenza scuolabus per 43 mila euro, 130 mila euro di oneri per manutenzione straordinaria mercato ittico, attrezzature ludiche di arredo urbano e per viabilità e marciapiedi. L’ultima variazione di bilancio del 30 novembre sono stati previsti ulteriori contributi della Regione Marche per il trasporto pubblico, Tosap, imposta pubblicità. Abbiamo inoltre previsto il fondo destinato alla solidarietà alimentare.

Sono stati stanziati 250 mila euro per contributi ai commercianti, 50 mila euro per indigenti, 10 mila ai servizi sociali.

Lavori pubblici: si è preso atto che delle somme stanziate in alcuni capitoli non sarebbero state utilizzate e valutate le monetizzazioni straordinarie, sono stati usati 90 mila euro per la manutenzione straordinaria, anticipazione al 2020 rispetto al 2021 dei fondi sul Ballarin di 140 mila euro alla sistemazione del campo e alla messa in sicurezza della zona ad est, 136 mila euro messa in sicurezza dei ponti sull’Albula e 66 mila euro pista ciclabile in via Moretti.

Maggiori entrate oneri di urbanizzazione per circa 230 mila euro.

Ci sono debiti fuori bilancio, il contenzioso con la Green Energy si è risolto con la condanna al Comune di pagare 550 mila euro, servirà il passaggio in consiglio comunale con uso in parte del fondo rischi contenzioso e utilizzo parziale degli introiti minori.

 

 

 

 

 


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