Di Andrea Costantini

TERAMO – Dopo la provincia dell’Aquila, prenderà il via in settimana anche nel teramano lo screening di massa, con la speranza che ci sia un’adesione più alta di quella registrata nell’aquilano. In queste ore si stanno definendo gli aspetti operativi, in attesa poi della fornitura completa dei test antigenici.

Se non ci saranno intoppi, il test di massa partirà tra domani e dopodomani. Ad annunciarlo, lunedì 7 dicembre, il manager della Asl Maurizio Di Giosia nel corso di una conferenza congiunta con il dirigente della Protezione Civile regionale, Silvio Liberatore, il sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto, il presidente della provincia, Diego Di Bonaventura, e i rappresentanti dei vari ordini delle professioni sanitarie.

Al momento sono disponibili 25mila tamponi, con il residuo di quelli dell’Aquila si dovrebbe arrivare a 40mila ma già nei prossimi giorni il numero è destinato ad aumentare, grazie agli ulteriori test che la Regione sta reperendo sul mercato con l’avviso per la fornitura di tamponi antigenici rapidi, per una spesa di un milione di euro. L’obiettivo, come evidenziato dal dirigente della Protezione Civile regionale Silvio Liberatore, vista la scarsa partecipazione registrata nella provincia aquilana, ferma intorno al 30 per cento, è di arrivare a sottoporre a screening almeno tra il 40 e il 60 per cento della popolazione (dalla quale vanno esclusi i bambini sotto i sei anni, i già positivi al Covid e quelle categorie già sottoposte a tamponi periodici per questioni di lavoro), per un totale di 150-160mila tamponi, che sarebbe considerato un ottimo risultato.

Affinché lo screening sia efficace, infatti, serve una grande partecipazione da parte della popolazione, in modo da poter avere una reale fotografia della situazione sul territorio. Da qui la necessità di chiamare a raccolta i cittadini, con un’apposita campagna di comunicazione. In questi giorni, infatti, è partita una importante opera di sensibilizzazione, in modo che il test di massa sia davvero efficace nel suo obiettivo di limitazione dei contagi, consentendo di intercettare quanti più asintomatici possibili e arginare la circolazione del virus. «Useremo tutte le forze possibili, con un’apposita campagna di comunicazione, per invitare i cittadini a partecipare allo screening», ha sottolineato Di Giosia, «che dovrebbe partire tra giovedì e venerdì. Inoltre vogliamo mirare anche a determinati settori come le scuole, le forze dell’ordine, gli uffici pubblici, con l’obiettivo di unire allo screening anche un’indagine epidemiologica». A coordinare le operazioni sarà la Protezione Civile, con gli ordini delle professioni sanitarie, dai medici agli infermieri ai tecnici fino ai veterinari, che si sono subito messi a disposizione e che stanno registrando una grande adesione tra gli iscritti. «È un’occasione straordinaria», ha spiegato Liberatore, «i dati della provincia dell’Aquila aggiornati a ieri sera parlano di 282 positivi trovati asintomatici, bombe infettive che potevano a catena contagiare centinaia di persone. Io faccio sempre l’esempio della nostra sede operativa della Protezione Civile. Grazie a questi tamponi abbiamo individuato un nostro collega positivo, era asintomatico, e ci saremmo contagiati tutti se non l’avessimo scoperto».

Intanto l’imponente macchina organizzativa è partita, con l’obiettivo di mettere in campo un vero e proprio esercito sanitario e logistico pronto a lavorare all’ambiziosa campagna. Saranno individuati 200-300 siti sul territorio dove realizzare i tamponi: la Asl metterà a disposizione i punti drive-in, i sindaci individueranno le strutture al chiuso sul territorio, tutto nella massima sicurezza.
«Stiamo facendo un’operazione sanitaria, per questo abbiamo bisogno di certezze sui numeri dei tamponi che ci permetta di programmare l’attività», ha commentato il sindaco D’Alberto, «e sui numeri degli operatori sanitari. Questa conferenza rappresenta plasticamente il lavoro di squadra che si sta facendo, perché è un’operazione imponente. I sindaci si sono messi subito a disposizione e il messaggio che vogliamo lanciare è che l’obiettivo da raggiungere è quello della fotografia di tutta la provincia in un arco temporale limitato, che sarà probabilmente quello di questa settimana e quell’altra». Poi, di nuovo, l’appello alla cittadinanza. «Anche mio fratello era asintomatico, ma poi non ce l’ha fatta», ha concluso Di Giosia, «questo per dire che è fondamentale che la popolazione partecipi».

«Per quanto concerne il quando e il come, cominceremo con i tamponi residuati all’Aquila, circa 30-40mila» ha commentato il direttore della Asl, Maurizio Di Giosia, «fondamentale sarà la sinergia tra la Protezione Civile, la Asl e i sindaci, con i quali stiamo mettendo a punto la macchina organizzativa».
A tal proposito, Toni di Gianvittorio, Consigliere Regionale della Lega, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “A breve prenderà il via lo screening di massa in tutta la Provincia di Teramo. Dopo una riunione alla quale hanno partecipato sia la ASL di Teramo che il Dipartimento di Protezione Civile Regionale, dove sono stati definiti tutti gli aspetti tecnici dello screening, si è deciso che a gestire questa delicata operazione saranno tutti e 47 i comuni della provincia. La ASL e il Dipartimento di Protezione civile sono già pronti a partire e l’intera fornitura di materiale necessario all’indagine epidemiologia è già a disposizione e si trova attualmente presso il Dipartimento Provinciale di Protezione Civile a Villa Clemente di Notaresco.Tutti i comuni dovranno attivare i COC, i quali gestiranno tutte le operazioni nei prossimi giorni.

Affinché lo screening di massa sia efficace, serve una grande partecipazione da parte della popolazione, in modo da poter avere una reale fotografia della situazione sul territorio, da qui la necessità di una campagna di comunicazione forte che chiami a raccolta i cittadini e proprio per questo vi chiedo e v’invito tutti a fare il tampone, così da riuscire in breve tempo ad arginare il contagio.” Anche l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Teramo ha aderito alla campagna per lo screening e ha chiesto la disponibilità agli infermieri per effettuare i tamponi.  “Nell’apprezzare l’iniziativa che la nostra ASL sta mettendo in piedi con la collaborazione di tutte le istituzioni territoriali e regionali per uno screening di massa che permetta sull’esempio di altre città e territori italiani di operare e /o recuperare un tracciamento dei soggetti positivi asintomatici quanto mai fondamentale, l’OPI ha inteso aderire a tale iniziativa al fianco dei Medici e di quanti potranno e stanno già dando un fondamentale contributo” scrive Opi Teramo sul suo portale.

L’Opi ribadisce che “la collaborazione di tutti è fondamentale perché il tempo lo vogliamo come alleato e non come nemico! Se tale iniziativa è in gratuità per tutti i professionisti sanitari che interverranno siamo comunque pronti a metterci a disposizione e a collaborare con chi si occuperà di logistica, di sicurezza e di organizzazione”.


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